In questi giorni si stanno svolgendo i colloqui della Maturità 2026: si tratta dell’ultimo scoglio da superare per i ragazzi, dopo le prime due prove scritte. Quest’anno, com’è noto, non si potrà fare scena muta com’è avvenuto l’anno scorso.
La riforma voluta da Valditara prevede infatti che vengano svolte tutte e tre le prove per accedere al diploma. Gli studenti, tuttavia, stanno protestando lo stesso. La Rete degli Studenti Medi sta infatti promuovendo la consegna alle commissioni d’esame del documento, scritto a più mani da maturandi di tutta Italia, che contiene una riflessione critica sul sistema di valutazione e sul futuro della scuola.
Il documento evidenzia alcune criticità dell’attuale Esame di Stato: il peso della Formazione Scuola Lavoro come requisito di ammissione, un colloquio percepito come una “maxi interrogazione” che privilegia la memorizzazione rispetto alla capacità di collegare e rielaborare i contenuti, il ruolo del Curriculum dello Studente e del Capolavoro nella valutazione finale e le forti pressioni psicologiche legate all’esame.
“Abbiamo scelto di portare questa riflessione durante il colloquio orale perché crediamo che la scuola debba essere anche uno spazio di partecipazione e confronto. La Maturità è il momento conclusivo di un percorso importante, ma rappresenta anche un’occasione per interrogarsi sul modello di scuola che vogliamo costruire”, dichiara Angela Verdecchia, Coordinatrice Nazionale della Rete degli Studenti Medi.
“Oggi il sistema di valutazione continua a essere troppo legato alla performance e al voto, mentre dovrebbe valorizzare maggiormente il percorso di crescita, il pensiero critico e le competenze sviluppate dagli studenti. Vogliamo aprire una discussione sul futuro della maturità e, più in generale, sul modello di scuola di cui il Paese ha bisogno”.
L’esame di Maturità ha ancora senso? Per sette docenti su dieci la riforma Maturità di Valditara non cambierà in positivo l’esame di stato. Questo quanto emerge da un sondaggio della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato 407 insegnanti.
Alcuni dei lettori che hanno partecipato hanno fatto notare che si è persa fiducia nell’esame in sè: perché imbastire un esame che poi non boccia nessuno? Sembra, secondo alcuni, una vera formalità.
Basta pensare che l’anno scorso il 99% degli ammessi all’esame è riuscito a diplomarsi. Si tratta del 99,7% degli studenti ammessi all’esame di Maturità (96,5% degli studenti scrutinati). Nel 2024 Skuola.net ha scritto che nell’ultimo triennio, la percentuale di bocciature all’esame non ha superato lo 0,2%.