Dieci mosse utili per fare bene al colloquio finale della maturità 2026. A partire dalla preparazione, certo, senza trascurare le modalità di esposizione, il comportamento e persino il look. È un vero e proprio decalogo quello diffuso da Skuola.net, per venire incontro agli studenti che, dopo la prima e la seconda prova svolti negli ultimi giorni, si apprestano a svolgere l’ultima prova dell’ex esame di Stato.
“Un faccia a faccia più strutturato, dove non è ammesso il silenzio“, ricorda la testata. “Sparisce lo spunto a sorpresa e l’interrogazione si concentra su quattro discipline fisse“. Una delle novità della riforma Valditara dell’esame di maturità, a cui Tecnica della Scuola ha dedicato ampi approfondimenti, tra cui una puntata del format settimanale Scuola Talk, alla presenza di dirigenti scolastici, docenti e studenti.
I punti proposti da Skuola.net, che la testata approfondisce singolarmente, sono i seguenti: strutturare un discorso iniziale d’impatto; circoscrivere il ripasso alle materie previste; mantenere il dialogo ed evitare la “scena muta”; valorizzare l’esperienza di Formazione Scuola Lavoro; connettere l’Educazione Civica all’attualità; affidarsi a schemi e mappe concettuali, ma anche ai chatbot.
E ancora, ai ragazzi che si apprestano a confrontarsi con il colloquio viene suggerito di tuffarsi mentalmente nel proprio “habitat” ideale; simulare l’esame per calibrare i tempi; pianificare il riposo come parte dello studio. Da non trascurare, infine, qualche accorgimento in materia di abbigliamento. Sui questo ultimo punto, viene suggerito sdi seguire la regola “sì al lino no allo sfarzo“.
Il consiglio fondamentale, in ogni caso, resta quello di evitare a tutti i costi la “scena muta”. “Peraltro, ironia della sorte, il silenzio volontario, “doloso”, comporta l’esclusione dall’esame“, ricorda Skuola.net, “mentre quella colposa, ovvero per manifesta impreparazione, permette di portare a casa almeno due punti su 20 qualora la commissione applicasse alla lettera la griglia di valutazione ministeriale”.