Registrati

Prima Ora | Notizie del 22 giugno

18.06.2026
Aggiornato alle 11:53

Maturità 2026, studenti protestano: “Aboliamola, Valditara bocciato”. Per sette docenti su dieci non ha più senso

Oggi, 18 giugno, ha inizio ufficialmente la maturità 2026 con la prima prova d’italiano, scelta a livello ministeriale e uguale, per contenuti, per tutte le scuole. Tra gli autori scelti ad un passo dal diploma quest’anno ci sono Cesare Pavese e Vitaliano Brancati.

Non sono mancate le proteste degli studenti, come quella organizzata in un liceo di Roma dalla Rete degli Studenti Medi del Lazio. “Aboliamo la maturità. Valditara bocciato”, questa la scritta sul cartello scelta dal sindacato studentesco. 

Maturità retaggio del passato?

“Vogliamo l’abolizione di una pratica che sempre di più si dimostra essere un semplice retaggio del passato piuttosto che un vero strumento educativo ⁠- spiega Bianca Piergentili, Coordinatrice Regionale della Rete degli Studenti Medi del Lazio – sono anni che denunciamo come l’attuale maturità non risponda alle reali esigenze della comunità studentesca, ignorando un percorso che dura anni”

Per questo l’esame di stato, secondo gli studenti, non ha piu senso di esistere: “Abbiamo bisogno di una scuola che ci formi, ci accresca e ci renda cittadini consapevoli del futuro. Oggi questo la scuola non è in grado di farlo e, invece di mettersi in discussione rimane ferma a cent’anni fa” conclude Piergentili.

La mobilitazione nazionale

La Rete degli Studenti Medi ha lanciato la mobilitazione nazionale “GENERAZIONE CHE COSTRUISCE”, invitando studentesse e studenti a presentarsi all’esame con una matita simbolica, per rivendicare una scuola più giusta, inclusiva e capace di valorizzare realmente i percorsi degli studenti.

La matita rappresenta la volontà delle nuove generazioni di costruire il proprio futuro e di immaginare una scuola diversa, partendo proprio da una riflessione critica sull’attuale modello di maturità.

“Oggi migliaia di studentesse e studenti affrontano la prima prova scritta di un esame che continua a rappresentare un momento di forte pressione e stress, senza però riuscire a valorizzare davvero il percorso svolto durante i cinque anni di scuola secondaria di secondo grado”, dichiara Angela Verdecchia, Coordinatrice Nazionale della Rete degli Studenti Medi.

“La maturità continua a essere costruita attorno a una logica prevalentemente nozionistica e mnemonica. L’attuale modello sembra sempre più una maxi interrogazione composta da discipline separate, che limita le capacità di elaborazione critica e personale che invece la scuola dovrebbe sviluppare”.

La Rete degli Studenti Medi denuncia inoltre il peso crescente assunto dalla Formazione Scuola Lavoro nei criteri di ammissione all’esame: “Riteniamo profondamente sbagliato che la Formazione Scuola Lavoro continui ad avere un ruolo così rilevante e obbligatorio nell’accesso all’Esame di Stato. Il diritto a sostenere l’esame conclusivo del proprio percorso scolastico non può essere subordinato a esperienze che spesso presentano ancora forti criticità e profonde differenze territoriali”, continua Verdecchia.

Al centro delle critiche anche il ruolo del Curriculum dello Studente e del cosiddetto “Capolavoro”: “Si continua a valutare il percorso di cinque anni attraverso strumenti come il Curriculum dello Studente e il Capolavoro, che vengono giudicati da commissioni che non hanno mai osservato direttamente lo sviluppo delle competenze dichiarate. Inoltre, molte delle attività valorizzabili all’interno del curriculum risultano legate principalmente a percorsi di alternanza o a esperienze lavorative esterne, creando ulteriori disuguaglianze tra chi ha avuto maggiori opportunità e chi no”.

Il sindacato studentesco richiama inoltre l’attenzione sulle condizioni psicologiche con cui gli studenti affrontano l’ultimo anno scolastico e il periodo degli esami: “Non possiamo ignorare il tema della salute mentale. L’ultimo mese prima della maturità è spesso caratterizzato da carichi di studio eccessivi, ansia e forte pressione sociale. È necessario che le istituzioni riconoscano il benessere psicologico degli studenti come una priorità e intervengano concretamente per costruire una scuola che non produca disagio ma che favorisca la crescita delle persone”.

“Noi rivendichiamo un altro modello di scuola e, di conseguenza, un altro modello di valutazione. Crediamo che sia necessario aprire una discussione sul superamento dell’attuale Maturità, costruendo strumenti che valorizzino realmente il percorso formativo degli studenti durante tutto il quinquennio. L’obiettivo deve essere una scuola che accompagni e formi, non che giudichi attraverso una singola prova finale”, conclude Verdecchia.

L’esame ha ancora senso?

L’esame di Maturità ha ancora senso? Per sette docenti su dieci la riforma Maturità di Valditara non cambierà in positivo l’esame di stato. Questo quanto emerge da un sondaggio della Tecnica della Scuola, al quale hanno partecipato 407 insegnanti.

Alcuni dei lettori che hanno partecipato hanno fatto notare che si è persa fiducia nell’esame in sè: perché imbastire un esame che poi non boccia nessuno? Sembra, secondo alcuni, una vera formalità.

Basta pensare che l’anno scorso il 99% degli ammessi all’esame è riuscito a diplomarsi. Si tratta del 99,7% degli studenti ammessi all’esame di Maturità (96,5% degli studenti scrutinati). Nel 2024 Skuola.net ha scritto che nell’ultimo triennio, la percentuale di bocciature all’esame non ha superato lo 0,2%.

Tracce Maturità 2026, ecco tutti gli autori

A1: Cesare Pavese, “Passerò per Piazza di Spagna”.
A2: Vitaliano Brancati, “I Piaceri”.

B1: testo tratto da Assemblea Costituente (Insediamento e discorso del Presidente Giuseppe Saragat).
B2: Piero Bianucci, “Te lo dico con parole tue”. La scienza di scrivere per farsi capire

B3: Frank Furedi, “I confini contano”.

C1: Wenke Husmann (Die Zeit), articolo “Funziona a meraviglia” comparso su Internazionale nel gennaio 2026
C2: Mario Calabresi, “Alzarsi all’alba”. 

Calendario delle prove d’esame

L’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione per l’anno scolastico 2024/2025 prevede una prima prova scritta di italiano (giovedì 18 giugno 2026), una seconda prova scritta specifica per l’indirizzo di studio (venerdì 19 giugno 2026), e un colloquio.

Maturità 2026, cosa cambia?

Ma cosa cambierà alla Maturità 2026? Ecco una piccola guida:

Da sei commissari a quattro, più il presidente

Innanzitutto, le commissioni d’esame saranno “ridotte”: cinque membri complessivi, anziché sette, di cui due internidue esterni e il presidente esterno.

Aumentano le risorse per la formazione dei commissari: 3 milioni di euro nel 2026 e ben 11 milioni nel 2027. Il compenso dei commissari, però, rimane sempre lo stesso, fermo al 2007, quindi da quasi vent’anni fa. Viene rivisto anche il sistema dei punti bonus, che potranno essere assegnati ai candidati con un voto a partire da 90/100, e non più da 97/100.

Addio alla denominazione “esame di stato”

Si passa poi dalla definizione ufficiale di “Esame di Stato” al ritorno alla dicitura “Esame di Maturità”.

Cambia il colloquio

Con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito sono individuate annualmente, entro il mese di gennaio, le discipline oggetto della seconda prova, e le quattro discipline oggetto di colloquio, per ogni indirizzo. Stop anche al documento iniziale del colloquio.

Inoltre, c’è un nuovo indicatore nella griglia del colloquio, d’ora in poi: si tratta del “grado di maturazione personale, di autonomia e di responsabilità raggiunto al termine del percorso di studio”.

Colloquio obbligatorio

L’esame di maturità sarà validamente sostenuto se il candidato ha regolarmente svolto tutte le prove, per evitare le “scene mute” degli studenti del 2025, ma anche degli anni precedenti, con studenti che hanno deciso di non svolgere il colloquio per protesta, sapendo comunque di avere raggiunto un punteggio tale nelle prove scritte per arrivare al diploma.

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate