Continuano a fare discutere le prove degli Esami di Stato del secondo ciclo d’istruzione: molti studenti si sentono danneggiati perché la valutazione di almeno una delle tre prove, due scritti e l’orale, ha pregiudicato l’alta media degli ultimi tre anni di studio; poi vi sono casi, il primo a Padova, in cui gli studenti che hanno deciso polemicamente di fare scena muta al colloquio finale si sono comunque ritrovati con un giudizio finale positivo. Queste contraddizioni hanno comportato polemiche e dubbi sulla validità dell’impianto normativo su cui regge l’intero impianto della maturità. ‘La Tecnica della Scuola’ ne ha parlato con Mario Rusconi, presidente ANP Roma.
Secondo il dirigente scolastico, a capo dell’Istituto Pio IX di Roma, “l’esame di maturità dovrebbe diventare una specie di report multimediale, attraverso il quale i ragazzi devono portare proprio tutto il loro pregresso dei tre anni pregressi; per cui la commissione potrà vedere tutti i compiti in classe che si sono svolti, come sono stati corretti, eccetera. I ragazzi dovrebbero anche dire quali libri hanno letto, gli spettacoli che hanno seguito, da quelli musicali a quelli teatrali, tutte le attività più o meno socialmente rilevanti a cui hanno partecipato”.
Rusconi, come possiamo commentare la vicenda della scuola di Padova dove un ragazzo ha fatto scena muta, polemicamente, davanti ai commissari e al presidente della maturità?
Secondo me si è trattato di una bizzarria mediatica. Evidentemente, essendo inflazionata sia Instagram sia TikTok, questo ragazzo è ricorso ad un sistema più originale. Non cambia nulla, naturalmente nel suo curricolo,
Però quello che fa discutere è il fatto che essendo andato bene nelle prove scritte, avendo dei crediti, diciamo, soddisfacenti, ha raggiunto pienamente il minimo per portare a casa il diploma. È giusto?
Sì, almeno dal punto di vista tecnico-amministrativo: è chiaro che, anzi, io mi sono meravigliato che abbia avuto tre punti all’orale, perché avrebbe dovuto avere zero. Forse per il fatto che si sia accomodato sulla sedia di fronte alla commissione. Evidentemente è stato, ripeto, un fatto esibizionistico e senza significato. Ansi, il significato ce l’ha avuto, perché questo ragazzo è stato talmente intelligente a livello mediatico di capire che finiva su tutti i giornali, compresso il Corriere della Sera che gli ha dato ampio spazio e l’ho trovato veramentefuori luogo.
Ma questo non è un bel segnale per quanto riguarda appunto i social. Altri studenti potrebbero emulare quello che ha fatto il ragazzo a Padova?
Io non credo perché io ho più stima dei ragazzi di quanto spesso non venga detto e scritto, anche da personaggi illustri. Perché i ragazzi non sono quelli che si presentano alla maturità da autolesionisti, anzi per loro quello della maturità è un rito e le prove di maturità sono come una sorta di affermazione della loro autostima. Non è un caso che anche i meno propensi al dibattito scolastico negli ultimi mesi si impegnano moltissimo. È una prova proprio di maturità del carattere dei ragazzi: il problema molto spesso dei ragazzi è che ci tengono troppo al voto.
Rimaniamo sui voti. È giusto confermare l’attuale modello con 40 punti assegnati rispetto all’ultimo triennio, con un’incidenza importante del PCTO, e 60 attraverso i due scritti e l’orale?
Anzitutto sappiamo che c’è stato un comunicato del Ministero dell’Istruzione, per cui da quest’anno ci sarà una commissione al lavoro per cambiare la struttura degli esami di maturità. Il dare solamente 40 punti al percorso di tre anni e 60 alle diciamo che può andare male, come spesso succede. Secondo me non è una cosa utile per la formazione dei nostri ragazzi. Anche quest’anno molti ragazzi che avevano medie molto alte, nel senso che andavano molto bene a scuola, hanno fatto un compito di matematica dello scientifico molto complesso che non è andato molto bene, oppiure di latino o di economia aziendale, e all’improvviso si sono trovati sfavoriti rispetto ai compagni. Quindi, secondo me è eccessivo dare 60 punti tra gli scritti e l’orale, dove si può arrivare emozionati: secondo me l’idea dell’improvvisazione e della lotteria va sicuramente cambiata. Va dato più spazio al percorso dei tre anni finali: Io qualche ideuccia ce l’ho nella testa.
Allora vogliamo esprimerla, Rusconi?
In poche parole deve diventare uno spaccato della loro vita almeno degli ultimi tre anni. Chiaramente questo implica soprattutto una commissione che sia in grado poi di apprezzare perché faccio un esempio, a me risulta è risultato che durante alcuni esami di maturità i miei studenti del quinto anno portassero delle materie scientifiche utilizzando il Clil, vale a dire un contenuto in lingua inglese. E trovarsi una commissione in cui l’insegnante di scienze o di matematica non è in grado di seguire l’inglese non va bene. Ecco, occorre cambiare anche l’atteggiamento, la cultura e l’aggiornamento degli insegnanti stessi, che vanno naturalmente aggiornati. Non vorrei fare il sindacalista degli insegnanti, ma vanno trattati meglio perché negli ultimi anni ci sono stati dei cambiamenti di stipendio, però non siamo ancora a livelli che permettono di poter dire ‘ti pago come un vero e proprio professionista, per cui chiedo molto, ma ti do molto’-
Un commissario interno percepisce meno di 500 euro lorde per tutto l’impegno svolto nell’ambito dell’esame di maturità: non è vergognoso?
Ma sì, direi che più che vergognoso direi che è improprio: non corrisponde a quelle che sono le necessità. Naturalmente, noi sappiamo bene che le persone che orbitano professionalmente intorno a una scuola sono più di un milione, quindi è un impegno che naturalmente il Parlamento con le leggi finanziarie dovrebbe prendere. Sappiamo che però ci sono anche delle difficoltà economiche del Paese.
Cosa possiamo dire ai ragazzi che sono usciti dalla maturità con un voto basso? Che la vita comunque dopo la maturità gli fornirà un’occasione di riscatto?
Sì, dovremmo dire, dobbiamo dire a questi ragazzi che come adulti, soprattutto come istituzioni, ci impegniamo perché quando c’è un concorso di qualsiasi tipo, come anche l’esame di maturità, non ci sia questa atmosfera da improvvisazione. Cioè si getta un dado: vediamo se viene fuori uno o viene fuori sei.
Dobbiamo essere molto più responsabili noi adulti, noi istituzioni nei riguardi dei ragazzi, altrimenti perdiamo la credibilità e perdiamo soprattutto la loro fiducia. Possiamo parlare anche redarguire i ragazzi quando fanno delle cose negative solamente se siamo persone autorevoli che riescono a dare un senso di fiducia ai ragazzi. Non sempre questo noi adulti e noi istituzioni siamo in grado di dare.
Un consiglio alla commissione ministeriale che si sta occupando della revisione dell’esame di maturità?
Sarebbe bene che operi in sintonia con quelle che sono le innovazioni non solo tecnologiche mediatiche. Ho parlato di un report multimediale invece del solito esame di maturità: sarebbe bene che riescano ad entrare veramente in quello che è l’animo dei nostri ragazzi. Faccio un esempio: nella scuola italiana, tranne per brevi periodi, non esiste la musica che invece è uno degli elementi dilaganti della cultura dei giovani. Beh, sarebbe il caso di inserirla.