Giorgia Meloni il 24 febbraio non sarà presente alla serata d’apertura del Festival di Sanremo. La smentita rispetto a quanto riferito dal quotidiano La Repubblica, che aveva parlato di “tentazione” da parte della premier, è arrivata venerdì 20 febbraio dal direttore artistico e conduttore Carlo Conti, che ha collocato la notizia del suo invito tra le fake news: “Questa è grossa”, ha scritto sui social il conduttore, dopo che a Palazzo Chigi aveva già fatto sapere che si trattava di indiscrezioni prive “di fondamento”.
Non sembra fidarsi delle rassicurazioni di Carlo Conti, però, Matteo Renzi, presidente di Italia viva, che via social, nella stessa giornata, scrive: “Giorgia Meloni avrebbe pensato di andare a una serata di Sanremo. Mai un premier in carica ha partecipato al festival della canzone italiana, mai. Se nessuno ci è mai andato un motivo ci sarà. Se proprio Meloni ha del tempo libero, le suggeriamo di venire in Parlamento per una sessione di confronto con l’opposizione”. da.
Sui temi da trattare, Renzi invita Meloni stessa a decidere: scelga lei tra “sicurezza, pressione fiscale, produzione industriale, giovani laureati, dissesto idrogeologico, sanità. C’è l’imbarazzo della scelta. Che dite? Giorgia scelga l’argomento e venga in Parlamento. Lasci stare Carlo Conti e i cantanti, la Presidente del Consiglio venga in Senato se ha un minimo di coraggio”.
L’accostamento della premier al Festival della canzone italiana era stato fatto già alcuni giorni fa: la premier, ha detto, “interviene sul festival di Sanremo dando la colpa all’opposizione per il forfait del comico Pucci. Non so quanto faccia ridere Pucci, so però quanto fa ridere un Governo in cui premier e vicepremier danno la solidarietà a un comico e non parlano di tasse e coltelli”.
“Giorgia Meloni – aveva incalzato Renzi su X il leader di Iv – fa sapere da Palazzo Chigi che ‘non farà come Renzi’. Vero. Io facevo le riforme: JobsAct, Industria 4.0, unioni civili, 80€, giù IMU e IRAP (c’è anche la contestatissima ‘Buona Scuola’ del 2015 ndr) Lei non fa come Renzi: lei si occupa di Sanremo mentre gli stipendi non bastano e i coltelli aumentano“.
Un concetto ribadito anche su RaiTre: Al di là di Vannacci, ha dichiarato Renzi, “il tema è che tanta gente di destra che ha votato Meloni è delusa da un governo che aveva promesso meno tasse e più sicurezza e ha aumentato la pressione fiscale”.
Secondo l’ex numero uno dei dem, quello della sicurezza è un “problema enorme che riguarda i cittadini, non il governo: è il ragazzino ucciso a scuola a La Spezia; il capotreno ucciso a Bologna. Basta con gli slogan sulle brigate rosse, è un errore drammatizzare la questione della sicurezza dal punto di vista ideologico, destra e sinistra devono stare insieme”.
Renzi, infine, rilancia la coalizione Casa Riformista: Schlein, ha sottolineato il leader di Iv, parlando dell’opposizione, “ha scelto una linea più di sinistra per il Pd ed è un posizionamento legittimo”, mentre Casa Riformista “deve essere il luogo in cui questi contenuti vengono proposti alla coalizione. L’anima di un centrosinistra che non sia solo sinistra. E deve essere un partito che possa essere votato dai delusi del Pd, certo, ma anche dai delusi del centrodestra”. In questo senso, aggiunge, “riconosco che sindaci come Beppe Sala, Silvia Salis, Gaetano Manfredi e altri meno noti, ma ugualmente bravi, sono un valore aggiunto decisivo”.
Ora, ha concluso parlando alla Stampa, l’importante “è mettere giù 4 o 5 punti su cui siamo già d’accordo: sanità, scuola, lavoro, tasse, sicurezza. Poi si avvia il percorso per scegliere il leader, con le primarie o con il sistema del partito più votato. Per me la partita è aperta, più aperta di quello che pensino a destra”, ha concluso Renzi.