Qualche giorno fa, il 29 maggio, sono usciti gli esiti della mobilità. Migliaia di docenti hanno saputo se la loro richiesta di trasferimento è stata accettata o meno. Il TgR Lombardia ha parlato della situazione che si registra a Milano. Secondo i dati della Cisl nel capoluogo lombardo e nella sua provincia si verificherà un vero e proprio esodo di insegnanti verso altri luoghi (specialmente al Sud). A lasciare il territorio saranno infatti quasi mille insegnanti, uno su otto, il 12%. Un terzo riguarda la primaria (334), più di 200 le richieste per la secondaria di primo e secondo grado. Soddisfatta una domanda su cinque, visto che le richieste di trasferimento erano circa 5mila.
I motivi? La voglia di tornare a casa dalla famiglia in primis, ma anche l’inasprirsi del caro vita, con costi per gli affitti che hanno raggiunto livelli insostenibili. Tanto che a partire sono anche quei docenti che si erano stabiliti in città da anni, pronti persino a cambiare ruolo o ordine scolastico.
Un rischio che già lo Stato aveva intercettato qualche mese fa, immaginando aiuti come foresterie e supporti al personale fuori sede che però non hanno avuto alcun effetto. Qualche mese fa il ministro Valditara aveva annunciato l’intenzione di “dialogare con regioni e associazioni di categoria per individuare alloggi per il personale fuori sede. Spesso il personale non fa domanda perché il costo per l’alloggio è troppo alto. Perché non immaginare che nelle nuove scuole ci siano delle foresterie dove poter alloggiare questi insegnanti”.
“Il Mim ha comunicato l’intenzione di avviare un Piano di rinnovamento dell’edilizia scolastica e la gestione delle criticità legate all’emergenza abitativa che colpisce docenti e ATA specialmente al Nord e nelle grandi città – aveva dichiarato la sottosegretaria Paola Frassinetti – il Piano prevede l’apertura di un dialogo con le Regioni e le associazioni di categoria per reperire alloggi a costi accessibili superando il problema degli affitti elevati che frenano le candidature. Il Piano prevede di attrarre capitali privati per costruire alloggi annessi agli istituti destinati ai fuorisede”.
Con la fuga verso il Sud, gli alunni perdono i docenti che hanno avuto negli ultimi anni scolastici e con essi la continuità didattica. Un danno notevole per gli alunni, ma anche un problema per settembre quello di trovare personale abilitato pronto per sostituire i docenti andati via. E le richieste di trasferimento verso le scuole del milanese non bastano a coprire le cattedre che a settembre rischiano di rimanere vuote.