Si parla da mesi della cosiddetta “riforma della disabilità” che dovrebbe partire dal 1° gennaio 2027. La riforma in questo momento viene applicata nelle regioni designate per la sperimentazione. Secondo Cgil in questi territori c’è un crollo delle domande di invalidità. Lo riporta La Repubblica.
Nelle province della sperimentazione le domande all’Inps, secondo il sindacato, sono calate del 13,1%, mentre nel resto del Paese crescono dell’1%. Se quel calo si ripetesse su scala nazionale, dal 2027, quando la riforma andrà a regime in tutta Italia, potrebbero mancare oltre 25mila domande all’anno: “Non siamo di fronte unicamente a un rallentamento amministrativo o a un irrigidimento delle valutazioni sanitarie: la nuova organizzazione introdotta dalla riforma sta producendo un effetto di “raffreddamento” dell’accesso alle tutele previdenziali”.
Ma di cosa si tratta? Cosa cambierà? Quali sono i punti interessanti per famiglie e docenti di sostegno? Andiamo per ordine. Intanto si parla del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, modificato dal decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2025, n. 15. Questo documento, come riportato dal sito dell’INPS, ha riformato i criteri e le modalità di accertamento della condizione di disabilità, affidandola in via esclusiva all’INPS su tutto il territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2027.
Dal 1° gennaio 2025 è stata avviata una prima fase sperimentale nelle province di Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste. A partire dal 30 settembre 2025 la sperimentazione è stata estesa, alle province di Alessandria, Genova, Isernia, Lecce, Macerata, Matera, Palermo, Teramo, Vicenza, nonché alla Regione autonoma della Valle d’Aosta e alla Provincia autonoma di Trento.
A decorrere dal 1° marzo 2026 la sperimentazione è stata estesa ad ulteriori 40 province.
Ecco quali sono le principali novità:
A fine anno scorso la Direzione generale per lo studente, l’inclusione, l’orientamento e il contrasto alla dispersione scolastica, in collaborazione con la Direzione generale per l’innovazione digitale, la semplificazione e la statistica del MIM, a conclusione del percorso formativo nazionale, ha reso disponibile una demo illustrativa di accompagnamento alla compilazione del PEI informatizzato.
Già il Dl 182 del 2020, all’articolo 19 comma 2, parlava di “modelli di PEI in versione digitale per la compilazione in modalità telematica, con accesso tramite sistema SIDI da parte delle Istituzioni Scolastiche e dei componenti dei rispettivi GLO, i quali saranno registrati e abilitati ad accedere al sito con il rilascio di apposite credenziali”.
Ricordiamo che il Decreto interministeriale 182 del 2020 definisce il modello unico per il PEI. La Nota 2789 del giugno 2023 lo introduce in maniera sperimentale.
Le varie scuole, in questi anni, hanno via via emanato circolari in cui sono state date indicazioni per Introduzione e sperimentazione della nuova procedura per il Piano Educativo Individualizzato (PEI) digitalizzato sulla piattaforma SIDI.
Il Mim ha anche organizzato vari webinar regionali di formazione del personale dal mese di settembre 2025, come stabilito dalla nota Ministeriale n. 26916 del 26/09/2025.