Breaking News
27.09.2025

Multiply Possibility Program, buone notizie per 750 milioni di studenti

Sappiamo che la scuola si confronta da decenni con crisi sociali e strutturali dei paesi dei quali costituisce l’istituzione più territorialmente diffusa. Ebbene, nonostante gli sforzi, decine di milioni di giovani e giovanissimi vivono nell’analfabetismo e nell’impossibilità concreta di andare a lezione: la scuola sembra irraggiungibile logisticamente o economicamente, o alla peggio non c’è neppure. Un programma internazionale, che presenta il fine di smuovere almeno 5 miliardi di dollari, prevede la riqualificazione di strutture e sistemi scolastici in tutto il mondo, specie in quelle aree considerate economicamente depresse o arretrate. Anche lo stesso Belpaese potrà beneficiarne, specie per contrarre la dispersione scolastica che attanaglia decine di province del Mezzogiorno.

Una sfida…

Il Global Partnership for Education, che punta a raccogliere 5 miliardi di dollari entro il 2030, è pensato per rafforzare i sistemi scolastici più fragili di Africa, Asia e America Latina, sostenendo la formazione degli insegnanti, l’accesso equo all’istruzione e la resilienza delle scuole di fronte alle crisi climatiche e umanitarie. Ma i principi di questo programma non riguardano solo i Paesi del Sud del mondo: trovano riscontro anche in Italia, dove il PNRR ha allocato circa 17 miliardi di euro all’istruzione per edilizia, digitalizzazione e potenziamento del tempo pieno, mentre i fondi strutturali europei 2021–2027 mettono a disposizione altri 6 miliardi per ridurre le disuguaglianze territoriali e contrastare la dispersione. In questo senso, se il GPE lavora a colmare il divario globale tra Nord e Sud del pianeta, l’Italia è chiamata a ridurre i propri squilibri interni, in particolare tra Nord e Sud del Paese, tra grandi città e aree periferiche, tra studenti che hanno accesso a opportunità moderne e altri che ancora frequentano plessi vecchi di oltre mezzo secolo.

…per le già note problematiche

I dati mostrano quanto la sfida sia pressante: in Italia oltre 40.000 edifici scolastici hanno più di cinquant’anni e necessitano di interventi urgenti, mentre le prove Invalsi 2024 confermano che gli studenti meridionali hanno una probabilità doppia di abbandonare gli studi rispetto ai coetanei del Nord. Nonostante gli investimenti, la dispersione scolastica resta una ferita aperta e il calo demografico – con 100.000 studenti in meno ogni anno – rischia di ridurre nel tempo anche il personale docente. A livello europeo, il confronto non è favorevole: l’Italia destina circa il 4% del PIL all’istruzione, contro una media UE del 4,7%, e spende poco più di 7.000 euro l’anno per studente, mentre Paesi come Germania e Francia superano i 10.000. In questo quadro, l’adesione al GPE non sarebbe solo un contributo alla lotta contro le disuguaglianze globali, ma anche un banco di prova per la coerenza delle politiche nazionali: dimostrare che l’Italia non si limita a distribuire fondi, ma è capace di elaborare una visione educativa di lungo periodo, capace di valorizzare il ruolo degli insegnanti, migliorare l’inclusione e garantire ai ragazzi un futuro formativo solido, al pari degli obiettivi che il partenariato internazionale si è dato a livello mondiale.

https://www.tecnicadellascuola.it/unesco-oltre-il-40-della-popolazione-globale-non-ha-accesso-ad-istruzione-nella-propria-lingua-madre#9NT1wkI27nw

Non sei ancora un utente TS+?

Registrati gratuitamente in pochi passi per ricevere notifiche personalizzate e newsletter dedicate