L’uso indiscriminato dei social media tra i giovani comincia a diventare un problema per tutti. Tanto che si allarga a dismisura la quantità di gente che vorrebbe imporre dei divieti ferrei. Anche in Germania, dove l’idea di vietare l’uso dei social media ai minori di sedici anni è stata accolta in modo bipartisan.
“Il primo a parlarne – scrive l’Ansa – è stato il presidente dello Schleswig-Holstein Daniel Guenther, della Cdu, ma oggi si dice a favore anche il verde Cem Oezdemir, ex ministro federale dell’agricoltura e possibile futuro presidente del Baden-Wuerttemberg. Per Guenther i social rappresentano l’accesso a “odio e furia, pressione psicologica, bullismo o contenuti dannosi” e che dunque un divieto permetterebbe ai ragazzi di crescere “liberi dai social”.
Anche Oezdemir ha dichiarato all’agenzia di stampa Dpa di condividere un divieto come quello proposto da Gunther: “non mettiamo dei giovani alla guida senza la patente. C’è la scuola guida e un approccio graduale. Così dovremmo fare anche per i social media”.
Secondo Oezdemir l’uso libero dei social media non regge: “allora dovremmo anche liberalizzare il consumo di alcol. Eppure, nessuna persona di buon senso vuole che i bambini possano bere alcol”.
D’accordo con a proposta, si sono espresse anche la ministra federale della cultura Karin Prien, che prima di passare al governo federale era ministra in quello locale guidato proprio da Guenther, e la ministra della Giustizia Stefanie Hubig, della Socialdemocrazia.
Tra i meno d’accordo, forse a sorpresa, vi sono gli insegnanti: considerano la proposta del divieto “del tutto irrealistica”. E spiegano i motivi: secondo Stefan Duell, presidente dell’Associazione di rappresentanza degli insegnanti, “Facebook, Instagram e TikTok fanno parte di una realtà in cui i giovani devono imparare a trovare la propria strada. I divieti non aiutano“.
Anche in Italia, l’uso crescente e smodato dei social media tra i giovani sta assumendo le sembianze di una dipendenza sempre più pericolosa: una piaga da combattere. L’intenzione del Governo Meloni è quello di proibirne l’utilizzo fino ai 15 anni di età. Ad inizio estate, lo ha ricordato a Montecitorio anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a margine della presentazione del report dell’Istat su bullismo e cyberbullismo. E anche il divieto di utilizzo del telefono cellulare in classe, sempre proposto dal titolare del Mim, sembra rientrare in quest’ottica.
Valditara ha detto che “c’è un disegno di legge bipartisan per quanto riguarda il divieto ai minori di 15 anni non dei cellulari, ma dei social: è un disegno di legge che io condivido e che mi auguro possa andare avanti”. E il fatto che sulla proposta di legge risulti già il consenso di tutti i principali schieramenti politici fa ben sperare.
In altri Paesi, invece, la proibizione dell’uso dei social tra i giovani è già una realtà. Ad esempio in Australia, dove è stata appena approvata una legge che impedisce l’utilizzo dei principali social media (Tik Tok, Instagram, Facebook, Snapchat, Reddit e X) da parte dei giovani sotto i 16 anni.
Ma non solo: la nuova norma australiana prevede una maxi-multa, fino a 50 milioni di dollari, per le piattaforme online che non impediscono la creazione o il mantenimento di account da parte di minori.