Il New Mexico è il primo Stato Usa a offrire asili nido e servizi per l’infanzia gratuiti a tutti i residenti, senza distinzione di reddito, riscrivendo così le regole del welfare.
Una rivoluzione dunque per gli Stati Uniti, pensata per rilanciare l’economia, migliorare i livelli di istruzione e combattere una povertà cronica che colpisce quasi un quinto della popolazione.
Per coprire le spese fino ai 13 anni, ci vorranno circa 600 milioni di dollari l’anno, finanziati in gran parte dal Fondo per l’Educazione della Prima Infanzia, un patrimonio di oltre 10 miliardi alimentato dalle entrate petrolifere.
Tuttavia questa spesa consentirà, in base alle stime del governo, descritte dalla Voce di New York, di lanciare 14.000 nuovi posti di lavoro nei centri dedicati ai bambini e 5.000 educatori aggiuntivi per soddisfare la domanda crescente.
Ma non solo, è stato predisposto un piano di 12,7 milioni di dollari a basso interesse per costruire o ampliare le strutture e si sono aumentati i rimborsi per i fornitori che garantiscono salari minimi di 18 dollari l’ora, ben al di sopra del livello statale.
Si tratta dunque di un progetto che consente ai nuclei familiari di lavorare, studiare e progredire, compreso l’obiettivo di sollevare i residenti da una condizione di povertà diffusa, considerato che, con poco più di 2 milioni di abitanti, il New Mexico resta infatti tra i territori più poveri degli USA, ma anche uno dei più forniti di risorse energetiche.
Tuttavia, questo modello di educazione “universale”, senza costi e aperta a tutti, ha sollevato perplessità fra i repubblicani che hanno contestato l’idea di estendere il beneficio anche ai nuclei più facoltosi, mentre bisognerebbe favorire i genitori che scelgono di restare a casa con i figli, magari attraverso crediti d’imposta dedicati.
Favorevole la gran parte dell’opinione pubblica e gli operatori del settore, mentre la direttrice di una scuola ha spiegato che attraverso rimborsi più alti e stipendi dignitosi, sarà finalmente possibile trattenere e attrarre nuovi insegnanti in un settore storicamente sottopagato.
Una politica simile, garantire a tutti i bambini l’accesso gratuito agli asili nido e ampliare il tempo prolungato alle primarie e alle secondarie di primo grado, dovrebbe essere implementata nel sud Italia, non solo per consentire a tante mamme di trovarsi un lavoro, che spesso devono rifiutare per accudire i piccoli, ma anche per evitare a miglia di decenti di emigrare al nord.
Contestualmente, come è negli obiettivi del Nuovo Messico, consentirebbe di immettere nel mercato nuovi posti di lavoro, tra ulteriore personale Ata, aziende per la preparazione dei pasti nelle mense e trasporto alunni.