Home Politica scolastica No alle deleghe: sciopero Cobas e Unicobas il 17 marzo

No alle deleghe: sciopero Cobas e Unicobas il 17 marzo

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La notizia era nell’aria  già da qualche giorno, ma adesso è ufficiale: per il 17 marzo Cobas e Unicobas proclamano uno sciopero del comparto scuola.

Al primo posto fra i motivi della protesta la decisione del Governo di approvare le bozze dei decreti attuativi della legge 107.

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“Incurante della amplissima opposizione alla cattiva scuola della legge 107/2015, che tanto ha pesato sulla sconfitta netta di Renzi nel referendum costituzionale – spiegano i due sindacati –  il governo-fotocopia di Gentiloni ha varato otto decreti applicativi di tale legge, ignorando ogni forma di dialogo con i protagonisti dell’istruzione pubblica e ogni revisione significativa della 107, al di là di caramellose promesse della ministra Fedeli di neo-concertazione con i Cinque sindacati rappresentativi”.
Cobas e Unicobas entrano anche nel merito dei diversi decreti e puntano il dito contro il futuro reclutamento dei docenti (non si riconoscono le abilitazioni già conseguite né il servizio prestato), contro la delega sul sostegno (si superano i limiti di studenti previsti dalla  legge 517 e si mira a ridurre il numero degli insegnanti di sostegno) , contro la “nuova” Istruzione professionale (si punta a parificarla alla formazione professionale extra-scuola).
In realtà nessuno dei decreti attuativi si salva dalle contestazioni ed “è per questo – dichiarano Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas e Stefano d’Errico segretario nazionale Unicobas – che ci assumiamo la responsabilità di convocare per il 17 marzo lo sciopero generale della scuola, facendo appello a tutti i sindacati che si oppongono alla legge 107 e alle deleghe affinché convochino anche essi lo sciopero nella stessa data”.

Con lo sciopero del 17 marzo i due sindacati – oltre al ritiro delle deleghe, avanzano anche numerose altre richieste: mobilità gestita con titolarità su scuola, destinare alla contrattazione nazionale i fondi del “merito”, della Carta del docente e del Fondo di istituto, assunzione dei precari con almeno 36 mesi di servizio, blocco della manovra sulle “reti di scuole”, eliminazione dei test Invalsi, riconoscimento al personale del  diritto di partecipare ad assemblee indette da qualsiasi sindacato e modifica delle regole per le elezioni delle RSU (introduzione di  sistema proporzionale di voto, con un voto a livello di scuola e uno nazionale per determinare la rappresentatività dei sindacati ai due livelli).