Home I lettori ci scrivono Noi docenti delle paritarie, troppo spesso discriminati

Noi docenti delle paritarie, troppo spesso discriminati

CONDIVIDI

Gentili onorevoli, siamo i tantissimi docenti PRECARI di scuole paritarie AGIDAE e vi scriviamo perché la situazione è ormai divenuta insostenibile!

La Legge 62/2000 impone alle scuole paritarie di stabilizzare soltanto docenti abilitati per mantenere la parità scolastica. Dal 2014 non vengono però attivati percorsi di abilitazione e coi concorsi riservati agli abilitati 2016 e 2018 gli istituti paritari sono rimasti senza personale abilitato, assorbito dalla scuola statale; per questo, essi assumono ogni anno scolastico, a tempo determinato (1 settembre – 30 giugno), personale NON abilitato contravvenendo alla Legge 62/2000.

Lo Stato sta tergiversando sui propri precari, ma questa schermaglia politica non deve ledere i diritti di noi lavoratori di scuola paritaria, dato che i nostri datori di lavoro sono privati. Lo stesso Stato infatti, attraverso il cosiddetto Decreto dignità, obbliga le aziende private ad assumere i propri dipendenti a tempo determinato dopo massimo 12/24 mesi di servizio, perciò deve anche mettere i nostri datori di lavoro privati nelle condizioni di rispettare la Legge 62/2000 e quindi stabilizzarci. Pure la Direttiva 1999/70/CE, recepita dallo Stato con D.lgs. 368/2001 ma mai pienamente attuata, applica il principio di non discriminazione, secondo il quale i lavoratori a tempo indeterminato e quelli a tempo determinato hanno gli stessi doveri e diritti: esso non vale forse anche per il nostro diritto alla formazione professionale, ovvero l’abilitazione e conseguente stabilizzazione?

Noi docenti precari di scuola paritaria siamo stati fin troppo discriminati negli ultimi anni. I nostri ex-colleghi si abilitarono tramite PAS nel 2013-’14 e ora sono di ruolo nella scuola statale tramite i concorsi riservati 2016 e 2018. Da allora, non abbiamo avuto accesso al concorso straordinario nemmeno per la sola abilitazione, non abbiamo visto espletare la procedura abilitante straordinaria (già bandita, già pagata a nostre spese e ora letteralmente scalzata dall’imminente concorso ordinario), non abbiamo un comma che ci riguardi all’articolo 59 del D.L. Sostegni bis. Insomma, non abbiamo prospettive, non abbiamo certezze, non abbiamo futuro.

Ciononostante abbiamo investito tempo, energie, denaro per gli istituti paritari dove lavoriamo. Ora Governo e Parlamento trovino una soluzione al nostro specifico problema! Lavoriamo da 3+ anni su cattedre VACANTI che ricopriamo ripetutamente ogni anno scolastico, dal 1 settembre al 30 giugno: secondo quale principio non meriteremmo abilitazione e stabilizzazione presso un datore di lavoro privato? Considerate, per esempio, che la nostra esperienza è decisamente più organica, perché continuativa, rispetto a quella dei nostri colleghi precari di scuola statale. Infatti progettiamo percorsi scolastici pluriennali, spessissimo nell’ambito di curricoli verticali visto che lavoriamo su diversi cicli e gradi d’istruzione, gestiamo gli anni scolastici integralmente dal Collegio Docenti d’apertura agli scrutini finali e oltre, assicuriamo continuità didattica ai nostri alunni che rientrano comunque nel sistema nazionale d’istruzione pubblica. La stabilizzazione ci consentirebbe di progettare la didattica ancora più profondamente e a lungo termine e di dare piena attuazione alle 70 ore aggiuntive previste dal nostro CCNL, per noi non obbligatorie (essendo disoccupati a luglio) ma comunque necessarie per i nostri istituti: dopo tanto spenderci, meritiamo maggior considerazione dalla politica. Un’efficace gestione delle scuole paritarie, che tanto fanno risparmiare allo Stato per ogni singolo alunno, non può prescindere dalla serenità e dalla sicurezza del personale impiegato.

In ultima, il CCNL impedisce il ricorso continuo a contratti a tempo determinato. Incombe su molti di noi anche questa spada di Damocle: rischiamo di venire esodati e sostituiti da eventuali neolaureati idonei (e quindi abilitati) al concorso ordinario, senza aver avuto mai l’effettiva opportunità di stabilizzare il nostro rapporto di lavoro.

Cogliete l’occasione del D.L Sostegni Bis per legiferare sulla nostra stabilizzazione. E’ un vostro dovere, è un nostro diritto!

I docenti precari AGIDAE