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06.04.2026

Nuove Indicazioni Nazionali 2025, cosa devono sapere i dirigenti scolastici? Il corso della Tecnica della Scuola

La revisione delle Indicazioni nazionali impone alle scuole una riflessione profonda sul curricolo di istituto, sulla progettazione e sulla valutazione. Per i dirigenti scolastici non si tratta solo di aggiornare documenti, ma di guidare un cambiamento reale, evitando soluzioni formali e costruendo scelte didattiche coerenti e condivise.

Le Nuove Indicazioni Nazionali non sono un aggiornamento formale, ma una vera ridefinizione del lavoro docente. Con l’entrata in vigore dal 2026/2027, alle scuole viene chiesto di ripensare curricolo, progettazione e valutazione. Il rischio, però, è che tutto resti sulla carta: senza strumenti operativi, l’autonomia rischia di trasformarsi in disorientamento.

Dal documento ministeriale alla pratica quotidiana

Le Indicazioni nazionali 2025 offrono un quadro più chiaro e accessibile, con obiettivi formativi esplicitati e organizzati per competenze e gradi scolastici. Tuttavia, tradurre questi principi in attività didattiche concrete non è automatico.

Il passaggio più critico è proprio questo: trasformare linee guida generali in scelte coerenti di insegnamento, evitando improvvisazioni o adattamenti superficiali.

Il nodo del curricolo di istituto

Il curricolo non è un documento formale, ma il cuore dell’autonomia scolastica: definisce come ogni scuola organizza apprendimenti, competenze e discipline.

Le nuove Indicazioni richiedono una revisione profonda: dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado, fino alla valutazione e all’aggiornamento del PTOF. Senza una visione condivisa, però, il rischio è quello di un curricolo frammentato, poco coerente e scollegato dalle reali esigenze degli studenti.

Nuove sfide: competenze, STEM e digitale

Le Indicazioni rafforzano alcuni assi strategici: centralità delle conoscenze, sviluppo delle competenze, attenzione alle STEM e alle competenze digitali, fino al ruolo dell’intelligenza artificiale .
Non si tratta di aggiungere contenuti, ma di ripensare il modo di insegnare: selezionare, approfondire, costruire connessioni tra saperi.

È qui che emerge un bisogno concreto per i docenti: avere strumenti chiari per progettare, valutare e integrare innovazioni senza perdere coerenza didattica.

La sfida non è conoscere le Indicazioni, ma saperle usare. E oggi, più che mai, la differenza tra un documento ben scritto e una didattica efficace passa tutta dalla capacità di tradurre norme e principi in scelte educative concrete.

I corsi

Su questi argomenti il corso Indicazioni nazionali del primo ciclo: verso il curricolo d’istituto, 10 ore di formazione in modalità asincrona, con i formatori Anna Maria Di Falco e Giovanni Morello.

Come richiedere il corso

Invia una richiesta per la tua scuola compilando il modulo on line, fornendo le informazioni richieste: titolo, periodo di svolgimento, estremi della scuola e referente del corso. Sarai immediatamente contattato per concordare i dettagli.

Per ulteriori informazioni scrivi alla casella di posta formazione@tecnicadellascuola.it o chiama al numero 095 448780.

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