Prima Ora - Notizie del 9 giugno 2026

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09.06.2026
Aggiornato alle 11:24

Indicazioni Nazionali primo ciclo, calligrafia come pratica artistica partendo dal corsivo: le novità in merito ad arte e immagine

Antonio Cioffi, professore ordinario di pedagogia e didattica dell’arte, che ha contribuito alla stesura del testo delle Nuove Indicazioni Nazionali del primo ciclo nella Commissione coordinata da Loredana Perla, che entreranno in vigore il 1° settembre, è intervenuto su Italia Oggi in merito alla parte relativa ad arte, immagine ed estetica.

Le novità

Ecco alcuni stralci del suo intervento: “La prima novità è di ordine concettuale. Le Indicazioni collocano arte e musica in un ambito formativo che il testo chiama espressamente ‘saperi estetici’. Questa non è una formula decorativa, ma il riconoscimento che esso possiede uno statuto autonomo, accanto a quello scientifico-razionale. Questi saperi infatti, pur esprimendosi attraverso tecniche precise (le ‘regole dell’arte’), vivono di simboli, metafore, allusioni, e perciò valorizzano gli aspetti più ’emozionali e poetici delle facoltà umane’. In termini epistemologici, siamo nel territorio del ‘sapere narrativo’, una modalità della conoscenza che integra fatti, valori e norme attraverso racconti e immagini, complementare e irriducibile al sapere scientifico. L’arte è intrinsecamente narrativa, anche nelle forme astratte, e la scuola che rinuncia a coltivare questa intelligenza si priva di una metà del proprio orizzonte formativo”.

La seconda innovazione, complementare alla prima, riguarda il fare artistico. Le Indicazioni del 2012 avevano giustamente valorizzato la dimensione espressiva e quella storico-artistica della disciplina, ma nel tempo si era progressivamente perduta l’attenzione verso le componenti tecniche ed operative.

Il nuovo testo corregge questo squilibrio con una formula precisa: la disciplina è orientata allo ‘sviluppo della creatività basato sull’apprendimento della tecnica’.

Non si tratta, si badi bene, di un ritorno nostalgico al ‘Disegno’ della riforma Gentile, bensì di riconoscere, anche alla luce delle più recenti ricerche neuroscientifiche, che il fare manuale regolato non è ornamento del sapere astratto, ma ponte esperienziale fra il sé e il mondo, e via per una consapevole narrazione culturale. In particolare la teoria della ‘simulazione incarnata’ conferma che la pennellata che un bambino impara a controllare, o la pressione del pollice sull’argilla, modificano in profondità la percezione delle opere che quei gesti esprimono, e conferiscono la padronanza di preziosi linguaggi espressivi.

Una novità che ha colpito molti osservatori è l’introduzione esplicita della calligrafia intesa come pratica artistica. Non come canonico esercizio di bella scrittura, ma come attività regolata che unisce mente e mano nello sviluppo della motricità fine, della concentrazione e dell’espressività, a fronte della prima richiesta di controllo del gesto che si fa ai bambini quando si insegna loro a scrivere. Il corsivo italiano, radicato nella tradizione rinascimentale, è il punto di partenza, e il confronto con tradizioni calligrafiche non occidentali è un esempio concreto di come le Indicazioni tengano presente la necessità di individuare, nel nostro tempo, metodologie inedite di dialogo interculturale. Il principio di fondo è che l’identità si definisce solamente nel dialogo e nel confronto”.

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