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10.12.2025

Nuove Indicazioni Nazionali 2025, poesie a memoria, grammatica, corsivo e riassunti: cosa è previsto in merito all’italiano

Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, pubblicato il testo sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un capitolo è dedicato all‘insegnamento dell’italiano, tra grammatica e letteratura.

Il concetto di base

L’insegnamento dell’Italiano nel primo ciclo d’istruzione, secondo le Indicazioni Nazionali, è guidato da un cambio di paradigma che pone al centro la ricerca e la valorizzazione dei meccanismi strutturali che regolano il funzionamento della lingua, distinguendosi da concezioni che sopravvalutano l’uso spontaneo. La lingua italiana è riconosciuta come il primo strumento di comunicazione e accesso alla conoscenza, cruciale per l’esplorazione del mondo, l’organizzazione del pensiero e la riflessione sull’esperienza. L’obiettivo fondamentale è l’acquisizione dell’alfabetizzazione di base e successivamente dell’alfabetizzazione funzionale, con particolare enfasi sulla competenza metalinguistica e sulla grammatica, intesa come un insieme di regole strutturali da utilizzare per adattare la lingua ai diversi contesti comunicativi.

Gli obiettivi

Tra le pratiche didattiche essenziali, si sottolinea l’importanza di acquisire l’ortografia in modo sicuro nei primi anni di scuola, senza cedere a giustificazioni spontaneistiche di errori. È inoltre fondamentale l’apprendimento della scrittura in corsivo, poiché supporta lo sviluppo della coordinazione oculo-manuale, migliora l’attenzione al dettaglio e alla percezione della separazione tra le parole, ed esercita il pensiero nel rispettare l’ordine di composizione nello spazio della pagina. La chiarezza linguistica, sia orale che scritta, viene presentata non solo come un vantaggio personale ma come una forma di rispetto per gli altri e un dovere sociale.

Due esercizi chiave sono promossi: il riassunto, che implica la capacità di riportare i concetti essenziali di un testo in modo conciso e ordinato, aiutando l’alunno a organizzare mentalmente le informazioni, e l’apprendimento di poesie a memoria, che rafforza la memoria, l’attenzione, la concentrazione, arricchisce il linguaggio e stimola la sensibilità. L’educazione linguistica è considerata compito di tutti i docenti di ogni disciplina, i quali devono operare in modo organico e trasversale per garantire che tutti gli allievi, in particolare quelli di origine straniera, acquisiscano la lingua di scolarizzazione, poiché essa è indispensabile per la comprensione dei sottocodici specialistici in materie come matematica e scienze.

Una parte è esemplificativa del paradigma adottato: “La terminologia linguistica verrà introdotta in modo funzionale a identificare gli oggetti della riflessione sulla lingua che l’insegnante cercherà di stimolare, senza eccessi definitori, partendo da usi reali e proponendo esercizi pratici calati in situazioni comunicative non artificiose. Ad esempio, si insegnerà a cogliere il rapporto tra verbo e soggetto della frase mediante esercizi pratici, rendendo gli allievi attenti al fatto che il soggetto non ha sempre una posizione prevedibile, non è necessariamente anteposto al verbo (ad esempio: ‘a me piace lo sport’). È importante insistere sul valore del verbo come chiave per cogliere la struttura della frase”.

Lo scopo dell’insegnamento della letteratura è fare in modo che gli studenti prendano gusto alla lettura e che dai testi ricavino strumenti per capire meglio sé stessi e il mondo. Leggere la letteratura, selezionata in base alla maturità degli studenti, è un aspetto cruciale della formazione, poiché permette di stabilire relazioni significative e di trovare nell’esperienza degli scrittori una traccia di umanità comune, aiutando a non sentirsi soli nel proprio percorso di crescita. L’apprendimento deve essere incentrato sui testi stessi, incoraggiando la discussione, la formulazione di ipotesi interpretative e il confronto tra diversi punti di vista. L’acquisizione di familiarità con la letteratura non mira a formare “piccoli critici letterari”, ma lettori competenti che sappiano apprezzare testi scritti in epoche e luoghi anche remoti, anche con piacere e amore. Questa competenza funge da viatico per una cittadinanza matura, in quanto permette di affrontare in modo consapevole i testi non letterari (come articoli di giornale o discorsi politici) con cui gli studenti verranno in contatto durante la loro vita.

Al termine del primo ciclo (scuola secondaria di primo grado), gli studenti devono padroneggiare la lingua in modo tale da comprendere testi anche complessi e gerarchizzare le informazioni. Devono saper confrontare informazioni ricavabili da più fonti, selezionandole e riorganizzandole in modo personale (schemi, riassunti). Le conoscenze si approfondiscono nell’analisi logica della frase complessa (soggetto, predicato, oggetti, ecc.), nel riconoscimento degli errori logici e delle fallacie, e nella padronanza dell’apparato interpuntivo (che ha funzione sintattica e testuale). L’obiettivo è che gli studenti sappiano produrre messaggi orali e scritti complessi con rapidità e precisione, utilizzando un linguaggio adeguato al contesto. Nello studio, devono imparare a esporre oralmente argomenti di studio in modo logico e coerente, servendosi di scalette e appunti, e ad autocorreggersi nella produzione scritta e orale riflettendo sui propri errori tipici. Le conoscenze della Letteratura si concentrano sulla distinzione tra testi letterari e non, attraverso la lettura integrale di classici e nuovi classici, per affinare la capacità di analisi e interpretazione del testo narrativo e poetico.

“Affinché gli studenti si familiarizzino con la lettura, è opportuno che l’insegnante incoraggi alla lettura integrale di almeno due brevi libri l’anno, eventualmente in parte letti in classe o nella biblioteca scolastica, organizzando a lettura finita una discussione collettiva, anche aiutandosi con immagini e brevi filmati, ed evitando invece forme coercitive di rielaborazione scritta o ‘scheda’”, viene scritto nel documento in merito alla primaria.

Le parole di Valditara

“Con la firma delle nuove Indicazioni nazionali si volta pagina. Dal prossimo anno scolastico vi sarà il ritorno della centralità della storia occidentale, la valorizzazione della nostra identità, la riscoperta dei classici che hanno contraddistinto la nostra civiltà. Ripristiniamo inoltre il valore della regola, a partire da quella grammaticale, e del latino”: con queste parole il ministro Valditara ha annunciato in queste ore di aver firmato ieri, 9 dicembre, il decreto sulle Nuove Indicazioni nazionali.

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