da Benedetto Scoppola, docente di Matematica all’Universita’ Tor Vergata di Roma, e presidente dell’Opera Nazionale Montessori riceviamo e volentieri pubblichiamo questa riflessione su come il problema dell’insegnamento della matematica viene affrontato nel testo delle Nuove Indicazioni 2025 per il primo ciclo.
Questo breve scritto propone un confronto tra le Indicazioni per il Curricolo del 2012, al momento vigenti, e la bozza aperta al contributo pubblico delle Nuove Indicazioni Nazionali, del 2025.
Il tema discusso e’ molto ristretto: il confronto riguarda unicamente la matematica, in cui si comparano solamente gli obiettivi di apprendimento (obiettivi specifici di apprendimento nella bozza del 2025) attesi al termine della terza classe della scuola secondaria di primo grado, cioe’ alla fine del primo ciclo di istruzione. Nel confronto, come viene discusso piu’ sotto, entrano necessariamente anche le Conoscenze, che sono una parte del testo delle Nuove Indicazioni che non era presente nel testo del 2012, e che non e’ prescrittiva.
La scelta di non discutere la premessa e le finalita’ dell’insegnamento, presentate all’inizio della sezione riguardante la matematica nel documento recente, ha due motivazioni principali: la prima e’ che si e’ gia’ avuto un dibattito piuttosto acceso riguardo al testo introduttivo; la seconda e’ che gli obiettivi specifici di apprendimento possono, nel bene e nel male, avere un impatto considerevole sull’editoria scolastica, e dunque sulla concreta vita delle classi.
A una prima lettura si vede immediatamente che nei due documenti la lista degli obiettivi specifici di apprendimento e’ veramente molto simile: il documento del 2025 e’ quasi indistinguibile dal suo predecessore.
Con alcune piccole ma a volte importanti eccezioni.
Nella parte relativa ai numeri scompaiono, nel documento piu’ recente, parti di due voci: non e’ presente il testo comprendere il significato di percentuali nella voce relativa al calcolo delle percentuali, e il testo consapevoli del significato, e le proprieta’ delle potenze per semplificare calcoli e notazioni nella voce sulle potenze. Scompare inoltre parte del testo relativo alle radici quadrate. Delle voci delle indicazioni del 2012 (p.52)
sopravvive nel documento del 2025 (p.96) solo la voce
Simile, ma piu’ preoccupante, la situazione riguardo alla geometria. Le sezioni spazio e figure sono di nuovo sostanzialmente identiche, ma vengono tagliate tre voci: quella relativa alle definizioni e proprieta’ delle principali figure piane, che peraltro sono menzionate nelle voci successive, quella relativa alla definizione e alla approssimazione del π, ma soprattutto quella relativa al piu’ famoso e piu’ utilizzato teorema della geometria antica: la voce
non e’ presente negli obiettivi specifici di apprendimento delle Nuove Indicazioni!
Nelle “Conoscenze” (p.97), che non erano presenti nelle indicazioni del 2012, i tagli appena descritti vengono recuperati, con parole molto simili a quelle del 2012.
Due commenti.
Concludiamo questo confronto con un breve commento del riquadro ESEMPIO DI MODULO INTERDISCIPLINARE DI APPRENDIMENTO che come abbiamo visto finora rappresenta di fatto l’unica novita’ consistente, per quanto riguarda le prescrizioni sugli argomenti di Matematica, delle Nuove Indicazioni rispetto alle Indicazioni del 2012.
Il suggerimento di sviluppare grandi temi interdisciplinari e’ notevole e estremamente condivisibile: mostrare le interazioni, nella storia della cultura umana, tra i concetti matematici e altre discipline puo’ veramente costituire una chiave per scardinare la disaffezione verso una disciplina che viene percepita come arida e lontana dalla vita reale. L’esempio sviluppato, tuttavia, risulta in alcuni punti confuso e in altri decisamente discutibile. Il tema infatti e’ quello dell’irrazionalita’, che e’ un concetto che parte dalla Matematica per arrivare a Musica, Letteratura e Arte.
Nella voce che riguarda l’irrazionalita’ delle radici si parla delle procedure (approssimate, ma questo non viene detto nel testo) che Leonardo propone per realizzare la duplicazione del cubo.
I disegni e i testi relativi sono ovviamente bellissimi, ma pensare di far percepire questo tema ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado rimanendo alle riflessioni rinascimentali rischia di confondere moltissimo le loro idee.
Nel testo che riguarda la Musica si parla di intonazione musicale basata sulla radice dodicesima di 2 e, in una voce separata, di temperamento equabile. I due concetti sono sinonimi, e comunque nella pratica musicale rappresentano il punto di arrivo ottocentesco di un problema sollevato da Aristossene e poi da Euclide, e poi affrontato tra il ‘600 e il ‘700, e cioe’ che la definizione naturale di tono non permette di suddividere l’ottava in intervalli uguali.
Si tratta di un problema interessantissimo ma piuttosto sofisticato, che richiede, e’ vero, strumenti matematici elementari, ma ha bisogno di una estrema padronanza sul loro uso e soprattutto di una sensibilita’ musicale molto avanzata.
Il richiamo al π nel Paradiso di Dante sembra essere un tema suggestivo ma del tutto separato da una trattazione rigorosa del problema dell’irrazionalita’, e dunque completamente inadatto a mostrare le interessanti interazioni tra la matematica e le altre discipline. Similmente, la trattazione della sezione aurea nell’arte sembra essere proposta a livello puramente descrittivo, senza prevedere la possibilita’ di utilizzare strumenti matematici per comprenderla a fondo. Il testo dunque ha motivazioni molti interessanti ma rischia di essere in parte inapplicabile nella realta’ delle nostre classi se si vuole veramente utilizzare la matematica nelle altre discipline. Senza dimenticare l’enorme sforzo di formazione degli insegnanti che bisognerebbe prevedere per concretizzarlo.