Nuove Indicazioni Nazionali per il primo ciclo, pubblicato il testo sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nel documento c’è spazio per le discipline storia e geografia. Ecco cosa viene stabilito a riguardo.
Le Indicazioni Nazionali, nelle sezioni dedicate a Storia e Geografia, delineano queste discipline come strumenti fondamentali per la costruzione dell’identità del cittadino consapevole, promuovendo la capacità di orientarsi sia nel tempo storico che nello spazio fisico e sociale. L’obiettivo comune è superare una visione nozionistica per sviluppare una comprensione critica delle dinamiche che legano il passato al presente e il locale al globale, fornendo le basi per una cittadinanza attiva.
Lo studio della Storia, in particolare, non consiste semplicemente nella raccolta e nell’ordinamento cronologico dei fatti, ma richiede di pensare i fatti —indagando le loro origini, i nessi e le conseguenze— e analizzando l’ambiente sociale, culturale, economico o geografico che ne ha influenzato i tratti. Questa disciplina è cruciale perché fornisce gli strumenti per conoscere come si è formata la civiltà occidentale, le sue caratteristiche di fondo e i valori, e per inquadrare le vicende della scena mondiale.
Per la scuola primaria, l’insegnamento si basa sulla dimensione narrativa, focalizzata sulle origini della civiltà occidentale, al fine di rafforzare la consapevolezza dell’identità di persona e di cittadino, un aspetto fondamentale anche per favorire l’integrazione degli alunni provenienti da altre culture. Nei primi due anni della scuola primaria, l’attenzione è posta sull’acquisizione di strumenti come il concetto di successione, contemporaneità, durata, tempo ciclico (giorno, settimana, stagione, anno) e l’uso della linea del tempo, spesso partendo dalla biografia personale e familiare. L’insegnamento vero e proprio della storia inizia nel terzo anno, con l’obiettivo di far maturare la consapevolezza della profondità del tempo storico.
La Geografia contribuisce a sviluppare la capacità di pensare spazialmente e di sistematizzare le conoscenze relative alle complesse relazioni tra gli esseri umani, il territorio e gli ambienti naturali, collegando le questioni locali e globali. I concetti chiave della disciplina sono il paesaggio, la transcalarità e la territorializzazione. La conoscenza approfondita dell’Italia (città, regioni, fiumi, monti, mari) è un obiettivo centrale, che deve essere messo in relazione con i diversi contesti europei, mediterranei e mondiali (Asia, Africa, America). La disciplina prepara gli alunni a comprendere l’impatto dell’umanità sulla biodiversità e sui beni naturali, incoraggiando l’osservazione e il rispetto degli ambienti naturali anche attraverso attività di educazione all’aperto (outdoor education), e sviluppando un’intelligenza naturalistica.
Per rappresentare e descrivere il mondo, la geografia utilizza un repertorio di linguaggi e strumenti, inclusi la cartografia (carte geografiche, carte tematiche, GIS, anche digitali), le fonti scritte, e i dati statistici, che consentono di confrontare la propria realtà con quelle lontane. Al termine della scuola primaria, gli alunni devono sapersi orientare nello spazio geografico utilizzando punti cardinali e bussola, leggere la cartografia con legenda e scala, e possedere una mappa mentale del pianeta localizzando le principali forme fisiche e umane, sviluppando la capacità di leggere e interpretare il paesaggio.
“Con la firma delle nuove Indicazioni nazionali si volta pagina. Dal prossimo anno scolastico vi sarà il ritorno della centralità della storia occidentale, la valorizzazione della nostra identità, la riscoperta dei classici che hanno contraddistinto la nostra civiltà. Ripristiniamo inoltre il valore della regola, a partire da quella grammaticale, e del latino”: con queste parole il ministro Valditara ha annunciato in queste ore di aver firmato ieri, 9 dicembre, il decreto sulle Nuove Indicazioni nazionali.
Il testo delle Indicazioni nazionali per il curricolo – Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione è in attesa della registrazione da parte degli organi di controllo del decreto firmato.