Nel pieno dibattito sulle Indicazioni Nazionali 2025, Franco Cardini – storico autorevole e voce controcorrente – lancia un messaggio forte e chiaro dalle pagine de Il Fatto Quotidiano di oggi 3 agosto 2025: “Ragazzi d’Occidente, studiate la Cina”. Un invito che non è soltanto culturale, ma anche educativo e politico. Così, mentre il Ministero dell’Istruzione e del Merito spinge per una scuola centrata sulla storia e sull’identità dell’Italia e dell’Occidente, Cardini propone di allargare lo sguardo e di includere nei percorsi scolastici la conoscenza approfondita della civiltà cinese, passata e presente.
La riflessione di Cardini prende avvio dalle Cinque gloriose giornate di Milano del marzo 1848 che iniziarono per banali questioni commerciali (con gli austriaci che introdussero il monopolio di stato sul tabacco contro cui partì il boicottaggio dei patrioti risorgimentali) e segnala che circa nello stesso periodo (1839-42) si ebbe la prima guerra dell’oppio con la quale le potenze coloniali costrinsero la Cina ad aprire i propri mercati all’oppio inglese (e poi ad ogni altra merce) con una “feroce guerra coloniale che fece strame dea giustizia nel nome dell’interesse della prima potenza mondiale, l’occidentalissima Sua Maestà Britannica”.
E per esemplificare il doppiopesismo dei giudizi storici, vizio tipico dell’occidente, Cardini arriva subito all’oggi raccontando la storia del fentanyl e la guerra odierna dei dazi di Trump.
Dall’umiliazione alla rivalsa
Tuttavia – continua Cardini – ebbe inizio così, “con la sconfitta per la Cina e la vergogna per l’Occidente liberale responsabile di una violenza senza nome, quel processo storico che tuttavia ha condotto oggi, meno di due secoli più tardi, a una situazione in cui la Cina si avvia verso il primo posto della potenza politica e nel primato scientifico, economico e culturale nel mondo. Tutto ha avuto avvio con un esempio d’imperialismo economico: una potenza occidentale imponeva con la forza il commercio di una sostanza dannosa per lucrare su uno squilibrio commerciale. Ecco un modello di rosminiana eterogenesi dei fini”: il liberismo, “democratico” in Occidente e aggressore senza scrupoli in Oriente, che ha causato al mondo due guerre mondiali e si è scavato da solo la fossa”.
Ed ecco allora la riflessione finale di Cardini: “Visitatela oggi la mirabile Shanghai: metropoli nata da quell’atto di violenza, il luogo dal quale è partita la storia di una Cina che, vinta, ferum victorem cepit (ndr. come Orazio disse della Grecia che, sconfitta militarmente da Roma conquistò poi culturalmente il selvaggio vincitore): ha battuto chi l’aveva soggiogata. (…) Vale davvero la pena, ministro Valditara, che i nostri ragazzi imparino soprattutto la storia dell’Occidente? O che magari non imparino piuttosto, con l’esempio della ‘vittoria di Pirro’ d’Inghilterra e Francia sulla Cina dell’Ottocento, una world history rinnovata e aggiornata?
Guardando alla Cina di oggi, alla sua potenza economica, scientifica, tecnologica, forse varrebbe proprio la pena di prendere sul serio la provocazione /ricostruzione storica di Franco Cardini