Prima Ora | Notizie scuola del 13 maggio 2026

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13.05.2026

Giugno sindacale caldo contro la riforma dell’istruzione tecnica: stop di Flc e Unicobas alle prestazioni aggiuntive del personale

La fine dell’anno scolastico si preannuncia sindacalmente agitata soprattutto in relazione due iniziative concomitanti di Filc-Cgil e Unicobas.

Oggetto del contendere è la riforma dell’istruzione tecnica.
Per parte sua Unicobas Scuola & Università ha indetto una mobilitazione nazionale che prevede l’astensione da tutte le prestazioni orarie aggiuntive, dal 22 maggio al 21 giugno 2026, per il personale docente e ATA degli Istituti Tecnici e degli Istituti d’Istruzione Secondaria Superiore (IISS). Questa protesta si inserisce in un quadro di rivendicazioni profonde che mirano a contrastare quella che il sindacato definisce una “controriforma” del sistema educativo.

Al centro della protesta – spiega la segreteria nazionale  – vi è il netto rifiuto della riforma degli Istituti Tecnici, che prevede la riduzione del percorso di studi a 4 anni, una misura vista come foriera di tagli d’organico e di un generale abbassamento della qualità dell’istruzione. Unicobas si oppone inoltre all’attuazione dell’autonomia regionale differenziata, che rischierebbe di accentuare i divari territoriali già esistenti nella penisola.

Unicobas chiede anche un intervento radicale sulla questione del precariato con l’attivazione di un doppio canale di reclutamento e la stabilizzazione diretta degli specializzati sul sostegno. Sul piano degli organici, la richiesta è chiara: l’assunzione di almeno 30.000 collaboratori scolastici e 30.000 unità di personale amministrativo e tecnico per coprire i vuoti attuali.

Anche la Flc di Gianna Fracassi  ha deciso di proclamare uno sciopero con astensione da tutte le prestazioni orarie aggiuntive dal 22 maggio al 21 giugno per il personale del comparto Istruzione e Ricerca, sezione scuola, e dell’Area Istruzione e Ricerca, sezione scuola, limitatamente a coloro che prestano servizio negli Istituti Tecnici e negli IISS, laddove sono presenti Istituti Tecnici.

Unicobas coglie però l’occasione per una iniziativa a più ampio raggio con richieste economiche di aumenti netti di 1.000 euro per i docenti e 550 euro per il personale ATA, oltre all’istituzione della quattordicesima mensilità per tutto il settore scuola e università.

Sul fronte delle infrastrutture, il sindacato esige un piano di investimenti da 13 miliardi di euro per il risanamento dell’edilizia scolastica, denunciando che l’80% degli edifici non è a norma e il 50% è privo di agibilità.

Non mancano altre richieste tra cui l’abbassamento dell’età pensionabile a 65 anni e il ritorno al modello del preside elettivo, ispirato ai Rettori di facoltà universitari.

La mobilitazione di Unicobas – spiega il segretario nazionale Stefano d’Errico – si presenta quindi non solo come una vertenza sindacale, ma come un vero e proprio atto di resistenza civile contro politiche che, secondo l’organizzazione, minano le fondamenta del diritto allo studio e il valore sociale della scuola pubblica.

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