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Nuove scuole al Sud per fare il tempo pieno e aiutare le donne a trovare lavoro, così il Governo userà i fondi del Pnrr

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Fare accedere ai fondi del Pnrr anche i piccoli comuni sotto i 30mila abitanti utilizzando un “parco progetti” da finanziare con un fondo ad hoc: è l’obiettivo del Governo per evitare che le province e le città del Sud rimangano a bocca asciutta nella suddivisione dei finanziamenti in arrivo dal Recovery plan. Del resto, l’esecutivo Draghi ha sinora centrato solo 29 dei 51 target del Recovery plan da raggiungere entro fine anno: sui 22 mancanti piani di attuazione degli investimenti, c’è il rischio che i fondi non arrivino mai.

Nuove scuole, nuova vita (per le donne)

Per questo, dovranno d’ora in poi raggiungere obiettivi non più mensili, ma settimanali. Entro due mesi la macchina Pnrr dovrà essere a pieno regime e dare un segno di discontinuità anche sui territori e in particolare nel Mezzogiorno.

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 Uno dei temi al centro di questo progetto è la scuola. Anche perché viene ritenuta fondamentale non solo per ridurre il gap di competenze dei giovani del Sud dell’Italia rispetto ai coetanei del Centro-Nord, ma anche per favorire l’occupazione e l’emancipazione delle donne.

La costruzione di nuovi istituti scolastici, ad esempio, andrebbe a costituire quelle nuove strutture che vengono ritenute indispensabile (sempre se affiancate ad altre variabili oggi mancanti) per garantire il tempo pieno a scuola. Permettendo, in questo modo, alle mamme di poter dedicare all’attività professionale anche quelle 7-8 ore di lavoro al giorno che oggi, con i figli fuori scuola già all’ora di pranzo, non potrebbero mai raggiungere.

Nuovi edifici scolastici con palestre

Con l’occasione, Il Governo ha deciso anche di investire nella costruzione di edifici scolastici ultra-moderni e altrettante nuove palestre.

E se, come spesso capita, i comuni del Mezzogiorno non dovessero avere le competenze per farlo, allora subentrerebbero altre “figure”, esterne al mondo-scuola.

Il premier Mario Draghi, ha ricordato l’agenzia Ansa, la scorsa settimana ha annunciato che il governo chiamerà “grandi architetti” per creare un “formato standard” per la costruzione delle scuole: questi architetti si metteranno a disposizione dei Comuni, i quali potranno in tal modo tagliare i tempi di realizzazione.

Il precedente negativo del M5s

Rimane solo un dubbio, ammesso che il progetto vada in porto: chi convincerà le donne del Sud ad aderire al progetto, lasciando quindi i figli a scuola, andando dunque a scardinare un sistema di gestione familiare funzionale più a mantenere la tradizione che ad investire verso il futuro?

Due-tre anni fa, l’avvio del progetto del M5s sull’introduzione della primaria in scuole da Napoli in giù, ha fatto registrare un flop clamoroso.

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