La Tecnica della Scuola cambia look: da lunedì 9 febbraio, il più antico giornale della scuola italiana cambia veste grafica, diventa più dinamico e interattivo, aprendosi ancora di più alla multimedialità. Tenendo conto dell’esperienza trentennale sul web, spinti dalle esigenze di un mondo digitale radicalmente mutato negli ultimi anni, la lettura della nostra testata giornalistica diventa più agevole, le pagine più facili da “sfogliare”, le sezioni si moltiplicano, i contenuti diventano plurimediali, con ampi spazi riservati a video, shorts e podcast.
Il restyling prevede anche la pubblicazione di più focus, gli ‘speciali’ incentrati su temi particolarmente cari ai lettori, arricchiti di approfondimenti, inediti e interviste – in diretta o registrate – riservate agli esperti di scuola.
Quella che non cambia è invece la garanzia di affidabilità delle informazioni proposte, il rispetto dell’etica professionale e delle regole base del giornalismo. Perché nell’era dei social diventa ancora più importante proporre notizie corrette, verificate e portatrici di risposte utili: in un mondo che mette in testa i like da accaparrare a tutti i costi, rimaniamo convinti che debbano sempre e comunque prevalere elementi cardine come l’imparzialità, l’onesta intellettuale e la proposizione di un linguaggio alla portata di tutti, dal personale esperto a fine carriera, interessato ad una pensione che invece di avvicinarsi si allontana, sino al precario che si avvicina per la prima volta al mondo della scuola. Tutti elementi che La Tecnica della Scuola ha sempre tenuto in alta considerazione.
Il leit motive rimane quindi intatto: rendere semplici anche gli aspetti più complessi del quotidiano scolastico. Fare comprendere cosa “dice” la normativa, semplificare il burocratese imperante, svelare il lessico politico-sindacale, superare agevolmente i proverbiali ostacoli che ogni aspirante lavoratore della scuola incontra quando decide di candidarsi per una supplenza o per trasferirsi di sede, destreggiarsi al meglio quando si deve fare la ricostruzione di carriera o è arrivato il tempo di andare in pensione.
Insegnanti, dirigenti scolastici e personale Ata possono dunque stare tranquilli: il nostro giornale continuerà, come e più di prima, ad aiutarli ad orientarsi, a sciogliere i loro dubbi, a risolvere i problemi. Avranno la possibilità di trovare tutto ciò che gli serve per muoversi nei meandri della loro professione: continueremo a fare informazione, a divulgare il pensiero di chi la scuola la vive, a cercare di comprendere il senso delle norme che regolano l’organizzazione scolastica, a non rimanere oppressi dal precariato che cresce anziché diminuire, ad annunciare e spiegare i concorsi infiniti e le assunzioni che non bastano mai, a non “inciampare” sulle domande di mobilità, a comprendere quali sono i diritti non sempre chiari del personale e degli studenti.
La Tecnica della Scuola metterà anche a disposizione – di chi lo vorrà – un’area ad hoc, con tanto di newsletter e notifiche personalizzate: per ottenere questi servizi, aggiuntivi e quotidiani, basterà indicare alla redazione i temi preferiti e i contenuti di interesse. Ma per farlo non adotteremo alcuna scorciatoia, non useremo quegli automatismi di cui oggi si abusa, senza rendersi conto di quanto spesso appiattiscano il senso delle notizie, ne tradiscono la complessità e diano risposte inappropriate.
È nostra intenzione arrivare a creare un’informazione verificata e sempre più ritagliata sulle necessità informative di ogni lettore. Questo è l’obiettivo. Faremo di tutto per riuscirci. Intanto, vi chiediamo di seguirci. Perché una certezza ce l’abbiamo: non vi deluderemo.