Sarà presentato il 19 gennaio il rapporto Ocse intitolato Exploring Effective Uses of Generative AI in Education – Esplorare gli usi efficaci dell’Intelligenza Artificiale Generativa nell’Istruzione. Un testo di 249 pagine che utilizza le ricerche emergenti sull’uso dell’intelligenza artificiale generativa nell’istruzione e presenta strumenti e applicazioni innovative che mostrano potenzialità promettenti. Il rapporto analizza l’impiego dell’IA generativa in diversi scenari di insegnamento e apprendimento: da parte degli studenti per apprendere contenuti disciplinari, da parte di studenti e insegnanti insieme durante l’istruzione, e da parte degli insegnanti per supportare il proprio lavoro in classe.
Sono, come si può bene vedere, i tre tempi dell’IA in educazione bene tematizzati da un rapporto Indire della primavera 2025. Il fatto è che, a seguito delle linee guida del MIM sull’introduzione dell’IA nelle istituzioni scolastiche, sono davvero pochissime le scuole che hanno reso è possibile il secondo tempo, ovvero l’utilizzo dell’IA generativa da parte di studenti e insegnanti insieme durante l’istruzione, ovvero durante l’orario scolastico.
Strumenti di intelligenza artificiale generativa come ChatGPT stanno trasformando l’istruzione, ma migliorano davvero i risultati di apprendimento? Il Digital Education Outlook 2026 esamina le più recenti ricerche a livello globale su questa domanda e studia se e come l’IA generativa possa davvero potenziare l’apprendimento quando viene utilizzata all’interno di chiari quadri pedagogici ed evidenzia i rischi legati all’uso di questi nuovi strumenti senza la guida o l’intervento degli insegnanti.
E proprio qui sta il nodo, almeno per quanto riguarda l’Italia. Ovvero: se l’uso di strumenti di IA generativa quali ad esempio ChatGPT, Claude, Gemini, Perplexity comportano rischi se non vi è la guida dei docenti, come fanno i docenti ad esercitare la guida e la formazione critica degli studenti all’uso dell’IA generativa se questa in sostanza non viene usata a scuola? Al contrario è usatissima, da parte degli studenti, fuori dalla scuola. A casa, nel tempo libero.
Così accade che la giusta preoccupazione di garantire privacy e dati personali degli studenti confligga con il fatto che comunque questi dati gi studenti li “regalano” senza alcun problema ai sistemi di IA che utilizzano fuori dalla scuola. Certo, si può dire che la scuola non c’entra e il danno lo fa chi usa IA senza spirito critico. Ma questo spirito critico non dovrebbe essere la scuola a formarlo?
Insomma, come si vede, un serpente che si morde la cosa.
Il rapporto Ocse oltre ad esaminare l’impatto dell’IA generativa nell’istruzione, esplora anche i benefici e i rischi legati a tutor e assistenti basati sull’IA discutendo i principi di progettazione utili a rendere questi strumenti davvero efficaci in classe.
Il documento mette anche in evidenza come l’IA generativa possa migliorare l’efficienza delle istituzioni e dei sistemi educativi, ad esempio nella ricerca, nell’analisi dei percorsi di apprendimento e nel supporto agli orientatori scolastici.
Pur sottolineando le opportunità e i benefici dell’IA generativa, il rapporto evidenzia anche le principali sfide e preoccupazioni. Fornisce una panoramica aggiornata sull’impatto e le possibilità dell’IA generativa nell’istruzione ed è una risorsa fondamentale per responsabili delle politiche educative, dirigenti scolastici, ricercatori e altri attori del settore.
Insomma, un rapporto molto atteso e da leggere con grande attenzione per comprendere le sfide che attendono ed interpellano la via italiana all’IA generativa in educazione.