Mentre l’Italia nel suo complesso cerca di rincorrere l’obiettivo europeo dell’80% di cittadini con competenze digitali entro il 2030, una parte della popolazione sembra vivere già nel futuro. I dati del rapporto Istat “Cittadini e ICT – 2025” rivelano che sono i giovani il vero motore della transizione digitale del Paese, con numeri che sfiorano la saturazione per quanto riguarda l’accesso alla rete e l’adozione di nuove tecnologie come l’Intelligenza Artificiale.
Se la media nazionale delle persone con competenze digitali almeno di base si attesta al 54,3%, tra i ragazzi di 20-24 anni la quota balza al 71,7%. Un dato interessante emerge analizzando il genere: nelle fasce più giovani si assiste a un netto vantaggio delle ragazze. Tra i 20 e i 24 anni, infatti, il 74,2% delle femmine possiede competenze digitali almeno di base, contro il 69,5% dei coetanei maschi. Questo divario a favore delle donne si mantiene costante fino ai 34 anni, per poi invertirsi nelle generazioni più anziane.
Il 2025 segna anche il debutto statistico dell’Intelligenza Artificiale (IA) generativa nella vita quotidiana degli italiani. Sebbene l’Italia sia ancora nelle ultime posizioni in Europa per utilizzo complessivo, i giovani mostrano un approccio radicalmente diverso. Fa uso di strumenti di IA il 51,2% dei 14-19enni e il 43,1% dei 20-24enni. Anche in questo campo, nella fascia 14-19 anni, le ragazze (53,3%) superano i ragazzi (49,1%) nell’utilizzo consapevole di queste tecnologie.
Nonostante il dinamismo delle nuove generazioni, i dati confermano la persistenza di un netto gradiente territoriale tra le diverse aree del Paese. Nel 2025, mentre il Centro-Nord mostra un utilizzo di Internet superiore all’85%, le regioni del Mezzogiorno si fermano al 78,5%, un divario che rimane stabile rispetto all’anno precedente. Questa distanza si riflette anche nelle competenze digitali: ai primi posti per cittadini con competenze almeno di base troviamo l’Emilia-Romagna (61,2%) e la Provincia Autonoma di Trento (61,1%), mentre in fondo alla classifica si posizionano la Campania (42,7%) e la Calabria (40,2%). Anche l’adozione di tecnologie avanzate come l’IA e l’uso dell’identità digitale (SPID/CIE) vedono il Nord in netto vantaggio rispetto al Sud, con uno scarto di circa 14 punti percentuali per quanto riguarda l’accesso ai servizi online della Pubblica Amministrazione.
Il livello di istruzione si conferma il principale fattore discriminante per l’inclusione digitale. Le competenze digitali sono ancora una prerogativa di chi possiede un titolo di studio elevato: l’86,1% dei laureati (nella fascia 25-54 anni) possiede competenze almeno di base, una quota che crolla drasticamente al 33,5% tra chi ha al massimo la licenza media. Lo stesso schema si ripete per l’uso consapevole della rete: tra gli over 25, naviga sul web il 96,6% dei laureati contro appena il 62,2% di chi ha un titolo basso. L’istruzione influisce pesantemente anche sulla capacità di sfruttare le innovazioni: l’uso dell’Intelligenza Artificiale è quasi dieci volte più diffuso tra chi ha una laurea (32%) rispetto a chi si è fermato alla licenza media (3,6%).
L’uso della rete è ormai un dato di fatto per la quasi totalità dei giovani: oltre il 98% degli individui tra i 15 e i 24 anni si è connesso negli ultimi tre mesi. A differenza delle generazioni precedenti, i giovani di 11-24 anni sono i più orientati a un utilizzo multi-device: circa il 30% di loro naviga utilizzando contemporaneamente smartphone, PC, tablet e smart TV, contro una media nazionale del 17,7%.
Questa dimestichezza si traduce anche in abitudini di consumo consolidate. La propensione agli acquisti online raggiunge il suo picco proprio tra i 20 e i 24 anni, con il 75,6% dei ragazzi che dichiara di aver effettuato shopping sul web negli ultimi 12 mesi.
Nonostante i progressi, la sfida resta aperta. Sebbene i giovani siano vicini ai target fissati dal Digital Competence Framework 2.0, l’Italia deve ancora colmare divari territoriali e culturali profondi che penalizzano chi ha titoli di studio più bassi o risiede nel Mezzogiorno. Tuttavia, i dati del 2025 confermano che le nuove generazioni hanno già le chiavi per abitare la società dell’informazione, guidando la crescita delle competenze digitali che, in un solo anno, è aumentata di ben 8,4 punti percentuali a livello nazionale.