Un ragazzo di quindici anni che è praticamente un genio in scienze, un “plus dotato” nelle materie Stem, che studia in un liceo di Potenza, si è qualificato alle Olimpiadi internazionali di scienze naturali, Ieso 2025, ma forse non potrà andare in Cina a disputarle.
Il motivo? Il ragazzo, figlio di madre romena e di padre tunisino, ha regolare permesso di soggiorno, come riporta Lapresse, ma non ha ancora la cittadinanza, non avendo ancora compiuto la maggiore età. Il tempo stringe nell’attesa che dalla Cina arrivi il visto per consentirgli di partecipare alle gare, in programma dal 7 agosto. E potrebbe non arrivare in tempo.
Ad iscriverlo alle Olimpiadi la sua docente. Il ragazzo è arrivato primo nella gara cittadina e successivamente vince le fasi regionali, che si sono disputate all’Università della Basilicata. Poi ha vinto fino ad arrivare al secondo posto della gara nazionale, lo scorso mese di maggio ad Assisi.
A quanto pare i suoi docenti hanno inviato una Pec al Viminale, probabilmente per accelerare il processo.
Non si può a questo proposito ricordare il dibattito riguardante lo Ius Scholae. Il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha detto di recente: “Io non cambio idea, il capitolo non è chiuso, lo decido io se è chiuso o no, non lo decidono altri”.
Tajani, parlando dal congresso della Cisl, in corso a Roma, presso il palazzo dei Congressi, ha aggiunto: “Certo non è la priorità assoluta”, spiega il ministro, ma è un tema che “riguarda un milione di persone”.
Qualche giorno fa era arrivato da parte sua un piccolo dietro front proprio subito dopo la diffusione delle dichiarazioni dell’amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi.
“Sullo Ius Scholae – ha puntualizzato Tajani lo scorso settembre – ho detto di attualizzare la legge sulla cittadinanza. Di concederla a chi per 10 anni frequenta la scuola con profitto. Questa è una proposta più severa della legge attuale con cui si diventa cittadini a 18 anni se si è sempre stati in Italia. La scuola invece ti forma come cittadino italiano”.
“Questo non ha nulla a che vedere con la lotta all’immigrazione illegale: ho difeso Matteo Salvini per quello che ha fatto per difendere i confini, però sullo Ius Scholae il centrodestra non può essere oscurantista e non capire come cambia una società”, ha detto Tajani, riferendosi ad esempio a chi viene a lavorare in Italia o ai profughi e ai loro figli.
E ancora: “Sono contrario allo Ius Scholae dopo 5 anni, è troppo poco, e sono contrario allo Ius Soli“, con il quale la cittadinanza si acquisirebbe per il fatto di essere nati sul territorio dello Stato italiano.
Invece, “la sinistra si illudeva che votassimo i loro emendamenti per far cadere il governo. La cittadinanza è una cosa seria, non è un giochetto parlamentare”, ha concluso Tajani.
Insomma, praticamente ogni estate, da due anni, il tema dello Ius Scholae ritorna puntualmente, ma ancora il Governo sembra non trovare una quadra.