Arriva un piccolo dietro front del ministro degli Esteri e leader di Forza Italia Antonio Tajani sullo Ius Scholae, proprio subito dopo la diffusione delle dichiarazioni dell’amministratore delegato Mediaset Pier Silvio Berlusconi, che oggi ha detto la sua in merito.
Come riporta La Repubblica, queste sono state le sue parole: “Anche per me lo Ius Scholae non è una priorità. È quello che ho sempre detto. Da questo punto di vista io e Pier Silvio Berlusconi siamo in perfetta sintonia. Cercherò di spiegare a tutti i contenuti della nostra proposta, che non è una proposta lassista. Ho sempre detto che la nostra priorità si chiama riforma della giustizia, riduzione della pressione fiscale e tutela della salute del cittadino. Non ho mai detto che era una priorità, ho detto qual è soltanto la nostra posizione”.
“Da questo punto di vista siamo in perfetta sintonia. Andremo avanti nel sostenere e difendere le nostre idee. Certamente non sono altri partiti che decidono quando, come e dove parlare. Abbiamo le nostre idee, ho le mie idee, ne sono convinto, non le cambio e sono pronto a spiegarle nel modo migliore a tutti per far capire quanto la nostra proposta sia una proposta che punta a concedere la cittadinanza in maniera seria e forse più severa di come viene concessa oggi”, ha aggiunto.
D’accordo con Berlusconi è certamente il vicepremier Matteo Salvini: “Noi non condividiamo il principio di accorciare i tempi per concedere le cittadinanze, e sicuramente non è una priorità per gli italiani. Partita chiusa, tema archiviato, se ne occuperà semmai la sinistra fra trent’anni se vincerà”.
Le opposizioni si fanno sentire. “Pier Silvio Berlusconi dice che lo Ius Scholae non è la priorità e Antonio Tajani, dopo che per la seconda estate di fila ha dato vita a un balletto ignobile, dice che la cittadinanza non è mai stata una priorità nemmeno per lui. Cambiate nome al ministro degli Esteri, chiamiamolo Leonard Zelig, come il trasformista di Woody Allen”, attacca sarcastico il segretario di +Europa Riccardo Magi. Che aggiunge: “Tajani non ha più alcuna credibilità su questo tema come su altro. La smetta di usare la vita di migliaia di ragazze e ragazzi che sono italiani tranne che per una legge vecchia trent’anni”.
Ecco le parole incriminate di Berlusconi: “È falso che Tajani abbia seguito le indicazioni di Marina, poi se devo dire se io sia più a favore o contro, sono più contro. Non mi sembra nelle prime cinque priorità degli italiani ci sia lo Ius scholae. So che dicendo questo do un colpetto a Tajani, ma è quello che penso”. Anche se ci tiene a dire che, da liberale, è sempre per i diritti “che sono importanti e riguardano tutti, nessuno escluso”.
E, sul Governo: “Al di là di destra e sinistra, penso che oggi il nostro Governo sia uno dei migliori d’Europa, per non dire oltre. Ripeto, non è questione di destra o di sinistra, ma di concretezza e consapevolezza. La nostra presidente del Consiglio si muove come è più opportuno per l’Italia. C’è la propaganda, la necessità di tenere calmi gli elettori, poi ci sono gli interessi concreti del Paese. Penso che Meloni stia facendo il massimo”.
“Sullo Ius Scholae – ha puntualizzato Tajani lo scorso settembre – ho detto di attualizzare la legge sulla cittadinanza. Di concederla a chi per 10 anni frequenta la scuola con profitto. Questa è una proposta più severa della legge attuale con cui si diventa cittadini a 18 anni se si è sempre stati in Italia. La scuola invece ti forma come cittadino italiano”.
“Questo non ha nulla a che vedere con la lotta all’immigrazione illegale: ho difeso Matteo Salvini per quello che ha fatto per difendere i confini, però sullo Ius Scholae il centrodestra non può essere oscurantista e non capire come cambia una società”, ha detto Tajani, riferendosi ad esempio a chi viene a lavorare in Italia o ai profughi e ai loro figli.
E ancora: “Sono contrario allo Ius Scholae dopo 5 anni, è troppo poco, e sono contrario allo Ius Soli“, con il quale la cittadinanza si acquisirebbe per il fatto di essere nati sul territorio dello Stato italiano.
Invece, “la sinistra si illudeva che votassimo i loro emendamenti per far cadere il governo. La cittadinanza è una cosa seria, non è un giochetto parlamentare”, ha concluso Tajani.
Insomma, praticamente ogni estate, da due anni, il tema dello Ius Scholae ritorna puntualmente, ma ancora il Governo sembra non trovare una quadra.