Con l’approvazione della legge di bilancio n° 199 del 30 dicembre del 2025, all’art. 1 commi 222 e 223 è stata prevista la somma di 60 milioni per il 2026 da destinare ai comuni per le attività socio educative non formali a favore dei minori.
In merito, l’8 aprile ultimo scorso, la VII commissione ha terminato l’esame del disegno di legge n° 1766 con il quale conferisce al governo la delega per l’adozione, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, di uno o più decreti legislativi finalizzati a promuovere la diffusione di opportunità educative non formali rivolte al benessere dei minori.
Finalità
La legge delega, nel porsi come fine il contrasto alla povertà educativa e all’esclusione sociale, ha previsto delle misure economiche in favore dei comuni, al fine di promuovere delle opportunità educative e ricreative non formali rivolte, prioritariamente ai minori appartenenti a nuclei familiari al cui interno vi siano figli portatori di bisogni speciali e a nuclei familiari numerosi.
Modalità attuative
La legge delega, in merito prevede la possibilità per i comuni di realizzare degli accordi con comuni viciniori utilizzando le scuole, i centri estivi, i servizi socio-educativi territoriali, i centri con funzione educativa e ricreativa, ma anche gli enti religiosi che svolgono attività di oratorio o attività similari per i minori presenti nel territorio.
Al fine di sostenere i giovani e le famiglie, i comuni, nel rispetto dell’autonomia scolastica, possono stipulare convenzioni finalizzate all’utilizzo degli spazi disponibili negli edifici scolastici per le attività educative e ricreative non formali
Al fine di coordinare le iniziative volti alla realizzazione delle attività educative non formali e favorire non solo la loro diffusione, ma anche i processi e modelli organizzativi utili, la legge prevede l’istituzione di un tavolo tecnico con funzioni volti a incrementare dette attività.