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Ore di laboratorio e docenti tecnico pratici (Itp): allineamento ai Paesi europei

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In base alla notizia riportata anche sul sito ufficiale del sindacato Snals e relativa alla richiesta effettuata al Miur di considerare abilitanti i diplomi Itp alla stregua dei diplomati magistrali, si fa presente che i diplomi Itp che costituiscono titoli di accesso alla Tabella C, ma che attualmente non sono considerati abilitanti dalla normativa Italiana, ma che potrebbero esserlo attraverso l’applicazione della normativa europea in base alla direttiva 2005/36/CE e della normativa italiana di recepimento D.L.vo n. 206 del 2007.

Sembra finalmente che in base alle norme di diritto comunitario si stia avviando un cambiamento di direzione rispetto alla chiusura politico-amministrativa perpetrata per decenni nei confronti di una categoria di docenti che pur lavorando per anni attraverso la reiterazione dei contratti a tempo determinato, non saranno mai considerati abilitati dal Miur pur avendo titoli di accesso e qualifiche di “valore abilitante” oltre che molti di essi possono vantare esperienze pluriennali di insegnamento che a prescindere dal titolo o dalla qualifica superati i 3 anni di attività professionali tale esperienza è considerata di valore ABILITANTE così come ribadito dalla normativa comunitaria.

Tutto questo è ampiamente supportato dal fatto che per i docenti Itp non sono mai stati attivati Tfa o percorsi Ssis o altre tipologie di percorsi di abilitazioni annuali se non in rari periodi e addirittura con cadenza decennale sono state istituite delle abilitazioni per i docenti Itp e con decreti ad hoc, ma solo per chi aveva maturato almeno 360 giorni di servizio, discriminando inevitabilmente un’ampia platea di docenti che pur avendo il titolo di accesso ma non avendo i requisiti di 360 giorni prima e 3 anni di servizio poi, come richiesti attualmente dai Pas, non potranno mai accedere all’abilitazione con grave discriminazione per l’accesso al pubblico impiego.

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I docenti Itp inoltre, già durante il percorso di studi hanno effettuato ore e ore di laboratorio e di tirocinio formativo quando il monte ore di laboratorio era distribuito in una percentuale del 50% tra teoria e pratica, per cui nel bagaglio professionale di ognuno è già insito un percorso di formazione professionale che non ha bisogno né di Tfa né di Pas.

Paradossalmente per quanto iniquo, risultava più semplice abilitarsi con il requisito dei 360 giorni che non con l’attuale restrizione dei Pas che prevede 3 anni di servizio complessivi di cui almeno uno sulla classe di concorso.

Inoltre una visione politica poco attenta al rapporto tra scuola e mondo del lavoro ha drasticamente ridotto le ore di laboratorio portandole ad una percentuale davvero irrisoria, negli altri paesi che attualmente non conoscono crisi o recessione è intorno al 50% perché vi è uno stretto rapporto di collaborazione tra mondo della scuola ed imprese, anzi sono spesso le imprese che danno gli input necessari alla scuola in modo da effettuare una formazione puntuale degli studenti ed in linea con le richieste di mercato, per non parlare dei percorsi di alternanza scuola-lavoro o addirittura dei contratti di lavoro che gli studenti devono firmare durante l’attività formativa, non è fantascienza, tutto questo è stato già sperimentato da decenni negli altri paesi europei che attualmente sono all’avanguardia e ai quali tutti dovrebbero ispirarsi, saper cogliere il meglio da chi ti sta vicino è sempre stata la chiave del successo in tutti i campi.

Per cui ritengo doveroso ringraziare il sindacato per l’attenzione rivolta ad una categoria di docenti (Itp) che negli altri Paesi rappresentano il fiore all’occhiello delle Istituzioni scolastiche vista l’attenzione per il mondo del lavoro e i percorsi formativi di alternanza scuola-lavoro ormai TRENTENNALI, mentre in Italia gli Itp faticano addirittura ad essere considerati docenti, una figura ormai troppo spesso sminuita e ridotta ai minimi termini visto il monte ore loro attribuito, che ha inevitabilmente creato un numero considerevole di esuberi, quando invece per fare ripartire una macchina da troppo tempo inceppata come l’economia del nostro Paese e per avere dei risultati nel breve-medio periodo bisogna proprio ripartire dalla scuola, da queste figure professionali (Itp) che rappresentano il collante tra SCUOLA e MONDO DEL LAVORO, con una preparazione mirata degli studenti agli attuali bisogni dell’ economie di mercato.

Solo con una visione politica ed amministrativa di insieme si può arrivare ad un risultato soddisfacente ed alla nostra portata, in questo contesto, tutti gli Itp in esubero dovrebbero essere nuovamente riassorbiti e messi nella condizione di fare il proprio mestiere, altro che riconversione sul sostegno o altre strane invenzioni, sono sicuro che creando nuove opportunità al passo con i tempi ed in sinergia tra tutti i settori produttivi del nostro Paese soprattutto con il terziario avanzato e nuove tecnologie, l’offerta di lavoro rivolta ai docenti Itp sarebbe così elevata da essere addirittura superiore alla domanda.

Ripeto, non è fantascienza, basta solo che gli addetti ai lavori si guardino intorno ed attuino quelle politiche necessarie a far decollare il nostro Paese.

La SCUOLA in questo contesto rappresenta proprio il trampolino di lancio per avviare i nostri figli al mondo del lavoro e non soltanto ad una preparazione finalizzata alla cultura personale senza avere possibilità di uno sbocco professionale nel mondo del lavoro.

Da poco tempo sono stati istituiti i percorsi di alternanza scuola-lavoro ancora però in fase embrionale e di tipo sperimentale, mi chiedo cosa ci sia ancora da sperimentare visto i brillanti risultati raggiunti negli altri Paesi comunitari e non, bisogna, invece, che questi percorsi siano avviati il prima possibile e su larga scala, in modo da ridurre il gap in cui attualmente ci troviamo.

Per cui dopo quanto ampiamente argomentato parlare ancora di abilitazione alla professione docente per gli Itp, perdonatemi lo sfogo, è veramente avvilente. 

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