Lo scorso 15 maggio si è svolto al Ministero dell’Istruzione e del Merito l’incontro per l’informativa ai sindacati sull’organico ATA per l’anno scolastico 2026/2027.
In applicazione della legge di bilancio 2025 e del conseguente Decreto interministeriale 211 del novembre 2025, la dotazione organica è ridotta di 2.174 posti sul profilo dei collaboratori scolastici, come evidenziato nella tabella D allegata al decreto. Lo riporta Cisl Scuola.
Nel totale dei posti a disposizione di ciascuna regione si tiene conto, oltre che della riduzione dei 2.174 posti, di una redistribuzione della dotazione degli assistenti amministrativi sulla base dell’andamento del numero degli alunni, generalmente in calo ma con variazioni anche significative tra le regioni.
La UIL Scuola, in un comunicato, ha evidenziato una grave mancanza di rispetto, da parte dell’Amministrazione, nella gestione delle corrette relazioni sindacali. Dai riscontri emersi, scrivono, i dati relativi agli organici risultano già nella disponibilità degli Uffici scolastici regionali e, in alcune regioni, sarebbero già state svolte puntuali e ufficiali informative sindacali prima ancora dell’incontro con le organizzazioni sindacali a livello nazionale.
Una modalità operativa inaccettabile, scrive Uil Scuola, che rischia di compromettere il pieno esercizio delle prerogative sindacali previste dal contratto.
“La conferma dei tagli agli organici del personale ATA per l’anno scolastico 2026/27 rappresenta un duro colpo per il nostro sistema d’istruzione. Come FederATA, esprimiamo la nostra più totale e netta opposizione a una scelta politica che riteniamo inaccettabile e profondamente dannosa per il funzionamento quotidiano di tutti gli istituti scolastici”, questo il comunicato diffuso da FederATA.
Il personale ATA – composto da collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici – dichiara il presidente nazionale Giuseppe Mancuso, non è un elemento accessorio, ma rappresenta una componente essenziale e vitale della comunità scolastica. Ridurre i nostri organici, continua Mancuso, significa incidere in modo diretto e distruttivo sulla qualità dei servizi offerti, sull’efficienza delle segreterie, sulla vigilanza, sulla gestione amministrativa e sul supporto tecnico ormai imprescindibile per le attività didattiche.
“Come sindacato, denunciamo con forza che questi tagli non produrranno soltanto una fredda riduzione numerica del personale, ma determineranno un aggravio insostenibile dei carichi di lavoro per tutto il personale ATA che già oggi opera nelle scuole in condizioni estremamente complesse. Siamo noi del personale ATA a garantire, ogni singolo giorno, l’apertura in sicurezza e il corretto funzionamento dei plessi, l’assistenza continua agli uffici, la gestione di pratiche amministrative sempre più gravose e il supporto logistico per studenti, famiglie e docenti”.
FederATA contesta radicalmente una linea politica istituzionale che si ostina a considerare il personale scolastico come un semplice capitolo di spesa su cui intervenire con riduzioni e contenimenti, anziché con i necessari investimenti strutturali. Il rischio evidente, secondo la nostra lettura, è quello di compromettere e paralizzare l’efficienza del servizio scolastico pubblico, proprio in una fase storica in cui la scuola avrebbe un disperato bisogno di essere rafforzata, non certo ridimensionata.
“La nostra più grande preoccupazione riguarda la sicurezza e l’organizzazione interna degli istituti. Meno personale ATA significa meno presenza e vigilanza nei corridoi, meno supporto nella gestione quotidiana e igienica degli ambienti scolastici, maggiori difficoltà nelle segreterie e tempi inaccettabili per qualsiasi procedura amministrativa. Tutto ciò finirà inevitabilmente per avere ricadute disastrose sull’intera comunità educante. FederATA non resterà a guardare e continuerà a battersi per la dignità della categoria e per il bene della scuola pubblica”, concludono.