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Organici: sindacati e sinistra parlamentare assediano il Governo

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Si preannuncia difficile la riapertura dell’anno scolastico in diverse regioni italiane; i problemi maggiori riguardano gli organici e il sostegno, soprattutto al nord.
Anche se in queste settimane l’attività politica e sindacale procede a rilento, si susseguono, quasi quotidianamente, segnali di disagio se non vere e proprie proteste.
E’ di poche ore fa, per esempio, un durissimo comunicato della Cgil-Flc lombarda che si dichiara pronta alla mobilitazione per protestare contro i tagli sugli organici: secondo il sindacato mancherebbero all’appello centinaia di posti di sostegno e almeno 300 posti per garantire l’effettiva generalizzazione del servizio di scuola dell’infanzia, per non parlare dei posti per i corsi per adulti o per il supporto alle scuole con un alto numero di alunni stranieri.
Proteste e minacce di mobilitazione arrivano dal Friuli, dall’Emilia-Romagna e anche da qualche regione del sud, come la Sicilia e la Basilicata.
E a poco sembrano servire le rassicurazioni del viceministro Bastico che per tutta l’estate ha continuato a ripetere che con il decreto sugli organici di fatto si è provveduto ad esaudire gran parte delle richieste.
Ma fra una decina di giorni lo staff del Ministro dovrà far fronte non solo alle inevitabili proteste sindacali; poche ore fa è scesa in campo persino l’onorevole Alba Sasso, vicepresidente della Commissione Istruzione della Camera, diessina trasferitasi nella Sinistra Democratica, che in un comunicato stampa del 23 agosto,  non manca di dichiarare apertamente il proprio sostegno alle organizzazioni sindacali sottolineando che la spesa per la scuola deve essere considerata un investimento e non una spesa improduttiva e aggiungendo che la sinistra, con le sue proposte e i suoi obiettivi, continuerà a battersi perché questa consapevolezza diventi patrimonio di tutte le forze politiche e di tutto il governo, e continuerà a sostenere tutte le azioni di lotta che il mondo della scuola intraprenderà”.
Il senso delle dichiarazioni di Alba Sasso è ancora più chiaro se si considera che fra poco più di un mese il Governo dovrà presentare alle Camere il testo della legge finanziaria per il 2008.

La sinistra, insomma, manda un segnale forte e chiaro a Fioroni e a Padoa Schioppa: se sui problemi della scuola non si cambia registro, il Governo potrebbe anche rischiare parecchio.