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Organici stabili per decreto, ma ancora da definire per la legge

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I numeri sono lì e dicono molto se non proprio tutto.
Il decreto ministeriale che sta per essere firmato determina l’organico di diritto per il prossimo anno: per l’infanzia dovrebbe rimanere stabile, stessa cosa capiterà alla secondaria di primo grado (per gli amanti della precisione diciamo che si parla di 17 posti in più); per la primaria si prevedono quasi 900 posti in meno mentre per la secondaria di secondo grado ci saranno quasi 900 posti in più (ma a fronte di un aumento di 13mila alunni).
A conti fatti l’organico resta complessivamente stabile come peraltro previsto dalle disposizioni in vigore che vogliono i posti bloccati rispetto al tetto del 2010/2011.
A questo punto si tratta di capire cosa accadrà nel momento in cui andrà in applicazione il decreto legge che darà il via alle nuove assunzioni. 
Come avvenuto in altre circostanze i posti che si aggiungeranno dovrebbe essere inseriti nell’organico di fatto; ma questa volta la situazione è un parecchio diversa, perchè non si tratta di poche migliaia di posti ma di un numero che è pari a un quinto dell’intero organico già esistente.
Oltretutto nel contratto sulla mobilità sottoscritto fra Ministero e sindacati esiste una clausola ben precisa che prevede la riapertura del contratto nel caso in cui dovessero cambiare i numeri dell’organico.  Ma nel frattempo, entro il 16 marzo i docenti di ruolo devono presentare domanda di trasferimento. Il fatto è che è difficile, se non impossibile, che il “nuovo” organico venga ridefinito prima di quella data, quindi potrebbe accadere che i nuovi posti siano a disposizione per i neo-assunti ma non per chi è già in servizio. 
A noi sembra già di sentire odore di aule di tribunale, come al solito i sarà la giustizia ordinaria a dover affrontare e risolvere i pasticci dell’Amministrazione.

 

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