Momenti di forte apprensione nella mattinata di giovedì 12 marzo alla scuola primaria Verlato di Tezze di Arzignano. Come scrive il Giornale di Vicenza, un padre si è presentato davanti all’istituto durante l’orario della ricreazione, quando gli alunni si trovavano in cortile. L’uomo, probabilmente con l’intento di riallacciare il rapporto con il figlio, avrebbe cercato di attirare la sua attenzione chiamandolo. Il bambino però, appena lo ha visto, si sarebbe rifugiato in un angolo del cortile, visibilmente spaventato. Il padre avrebbe continuato a chiamarlo e a fargli cenno di avvicinarsi, senza risultati.
Secondo quanto riporta la testata, le insegnanti presenti sono intervenute immediatamente facendo rientrare tutta la classe in aula e mettendo al sicuro gli altri alunni, scossi da quanto stava accadendo. Le maestre hanno raccontato di essersi trovate davanti a una situazione complessa e di aver temuto che potesse degenerare da un momento all’altro. “Siamo a dir poco spaventate“, hanno dichiarato al Giornale di Vicenza, spiegando che l’uomo “si muoveva in modo agitato” e che la scolaresca è rimasta molto colpita dall’episodio. Sempre secondo le insegnanti il bambino, tra le lacrime, avrebbe confidato loro di non riuscire più a sostenere una situazione per lui molto pesante. Il dirigente scolastico Pier Paolo Frigotto ha sottolineato che la scuola ha fatto tutto ciò che era possibile fare, ma che trovare una soluzione non spetta all’istituto.
Dopo il primo episodio il padre si è allontanato, ma si è ripresentato all’uscita delle lezioni. A quel punto la scuola ha contattato la sorella maggiorenne incaricata di prendere il bambino, la quale avrebbe chiesto di non farlo uscire e allertato i carabinieri. Nel frattempo l’uomo – descritto come visibilmente alterato – avrebbe fermato alcuni studenti in uscita chiedendo notizie del figlio. Quando ha capito che nessun altro alunno stava lasciando la scuola e che le porte erano state chiuse, si è infine allontanato. I militari sono arrivati poco dopo, quando il genitore non era più sul posto. Per precauzione il bambino è rimasto al sicuro all’interno dell’edificio e solo dopo circa un’ora, rassicurato anche dalla presenza delle forze dell’ordine, è stato affidato alla sorella che lo ha accompagnato a casa.