In questi giorni si sta svolgendo, in Vaticano, il Giubileo dell’Educazione, a cui ha partecipato anche il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Il pontefice, Leone XIV, ha parlato oggi ai presenti, rivolgendosi ai giovani, nell’aula Paolo VI.
Il Papa ha ricordato gli anni in cui faceva il docente di matematica e fisica. “Ho atteso questo momento con grande emozione: la vostra compagnia, infatti, mi fa ricordare gli anni nei quali insegnavo matematica a giovani vivaci come voi”.
“Da sempre i viaggiatori hanno trovato la rotta nelle stelle. I marinai seguivano la Stella Polare; i Polinesiani attraversavano l’oceano memorizzando mappe stellari. Come loro, anche voi avete stelle-guida: i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti, i buoni amici, bussole per non perdervi nelle vicende liete e tristi della vita”, ha proseguito.
“L’educazione ci insegna a guardare in alto, sempre più in alto. Quando Galileo Galilei puntò il cannocchiale al cielo, scoprì mondi nuovi: le lune di Giove, le montagne della Luna. Così è l’educazione: un cannocchiale che vi permette di guardare oltre, di scoprire ciò che da soli non vedreste. Non fermatevi, allora, a guardare lo smartphone e i suoi velocissimi frammenti d’immagini: guardate al Cielo, guardate verso l’alto”.
Prevost ha poi parlato di educazione al digitale: “Ci vivete dentro, e non è un male: ci sono opportunità enormi di studio e comunicazione. Non lasciate però che sia l’algoritmo a scrivere la vostra storia! Siate voi gli autori: usate con saggezza la tecnologia, ma non lasciate che la tecnologia usi voi.
Anche l’intelligenza artificiale è una grande novità – una delle rerum novarum, cioè delle cose nuove – del nostro tempo: non basta tuttavia essere ‘intelligenti’ nella realtà virtuale, ma bisogna essere umani con gli altri, coltivando un’intelligenza emotiva, spirituale, sociale, ecologica. Perciò vi dico: educatevi ad umanizzare il digitale, costruendolo come uno spazio di fraternità e di creatività, non una gabbia dove rinchiudervi, non una dipendenza o una fuga. Anziché turisti della rete, siate profeti nel mondo digitale!”.
“Non basta far tacere le armi: occorre disarmare i cuori, rinunciando a ogni violenza e volgarità. In tal modo, un’educazione disarmante e disarmata crea uguaglianza e crescita per tutti, riconoscendo l’uguale dignità di ogni ragazzo e ragazza, senza mai dividere i giovani tra pochi privilegiati che hanno accesso a scuole costosissime e tanti che non accesso all’educazione”, ha concluso Leone, parlando di pace.
“Oggi è stata una preziosa occasione di ascolto e di forte emozione segnata dalla presenza del Sommo Pontefice e di una moltitudine di scuole con i propri docenti. Mi ha particolarmente colpito una tra le splendide frasi pronunciate dai ragazzi ‘la scuola deve tessere fili di senso, di fiducia, di presenza’. Penso così all’impegno che abbiamo messo per contrastare la dispersione, e i risultati ci danno ragione; alle azioni introdotte per far sì che la scuola valorizzi l’alunno per la costruzione del proprio futuro, in linea con la parola chiave di questo Giubileo, che è la speranza; infine, mi rivolgo ai docenti che con la loro opera, come hanno ricordato gli alunni, “rimettono in piedi il ragazzo” senza lasciare indietro nessuno”.
“Ringrazio Papa Leone XIV per questa giornata conclusiva del giubileo del Mondo Educativo nel nome del patto per un’istruzione globale che tutti dobbiamo concorrere a realizzare”, così la sottosegretaria Paola Frassinetti.