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Partigiani scuola pubblica e Rete 60 movimenti contro il decreto sul sostegno

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I Partigiani della Scuola Pubblica e la neonata “Rete dei 60 movimenti per il sostegno”, composta da associazioni per la disabilità, famiglie e  comitati di genitori e gruppi di docenti, hanno deciso di contrastare lo schema di decreto sul sostegno chiedendone l’immediato ritirato o, in subordine, l’accoglimento di non pochi emendamenti.

Al netto delle considerazioni di ordine giuridico sulla legittimità del decreto i Partigiani puntano il dito su alcuni aspetti significativi dello schema del provvedimento.

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“Riscontriamo gravi e inaccettabili passi indietro per gli alunni con disabilità – si legge nel comunicato dei Partigiani – Uno tra questi, ad esempio, è negare loro il diritto di conseguire il diploma di licenza media sostenendo prove differenziate, introducendo, invece, il concetto di equipollenza, finora valido solo nella scuola secondaria di secondo grado. E si va in controtendenza con la delega esami di stato che ammette gli studenti normodotati che abbiano raggiunto la media del 6 ed esclude gli studenti con disabilità dalla possibilità di prendere la licenza media, usando il pugno duro con questi ragazzi”.

Ma c’è un altro punto che non piace ai Partigiani:  “Il PDF scompare e il PEI diventa di competenza esclusiva della scuola, come il PDP per i DSA, e agli operatori socio sanitari è attribuito solo un ruolo di “collaborazione”, analogo a quello dei genitori. La sanità è coinvolta fino alla valutazione diagnostico-funzionale, poi cessa ogni funzione e responsabilità. La doppia paternità della programmazione, con scuola e servizi che ‘congiuntamente’ prendono le decisioni più importanti, è fin dal 1994, con l’Atto di Indirizzo, uno dei cardini del nostro sistema di integrazione scolastica e il rischio di autoreferenzialità della scuola lasciata sola diventa in questo modo altissimo. Insomma il decreto cancella di fatto i diritti fondamentali così come previsti e conosciuti fino ad ora dalla legge quadro 104 del 1992”.

“In breve – concludono i firmatari del documento – questa delega mette in discussione i diritti e la dignità sia degli studenti disabili sia delle loro famiglie e indebolisce la Legge 104/1992; contemporaneamente, essa lede anche i diritti e la dignità dei docenti di sostegno, che,  già fortemente provati da una stagione caratterizzata da grande confusione e palesi discriminazioni insite nella Legge 107/2015 stessa – per anni si sono formati per questo lavoro e sono gli unici deputati a farlo”.

Le conseguenze del giudizio negativo sono inevitabili: i Partigiani e la “Rete dei 60” aderiranno allo sciopero del 17 marzo indetto dai Sindacati di base (Cobas Unicobas e USB) per contrastare i decreti delegati.

Ma, oltre ad aderire allo sciopero, i Partigiani, unitamente con i movimenti e le associazioni facenti parte della “Rete dei 60” si incontreranno a Palermo il 28 e il 29 gennaio per formulare una serie di proposte emendative. E, per il 24 febbraio, ci sarà anche  un importante seminario di formazione a Roma, a cui sarà invitata la Ministra.