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Pcto, il dilemma di Bianchi: gli studenti dicono basta, Confcommercio vuole più competenze pratiche

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Sembra non avere sortito effetti la protesta degli studenti contro l’attuale organizzazione del Pcto, diventata vibrante dopo gli incidenti ravvicinati di Giuseppe Lenoci, di Monte Urano, nel Fermano, e Lorenzo Parelli, nativo del Friuli, entrambi vittime durante uno stage formativo per imparare a svolgere la professione: nell’ultimo mese, il ministro dell’Istruzione ha iniziato ad ascoltare diverse rappresentanze studentesche, che rivendicano presenze studentesche in azienda più formative e sicure. Una istanza rivendicata anche dai sindacati.

In attesa delle risposte del ministro

Di modifiche al sistema che sovraintende le esperienze nel mondo del lavoro degli iscritti al triennio finale delle superiori, però ad oggi non vi è traccia. In più di un’occasione, anzi, il professore Patrizio Bianchi, tra i maggiori fautori delle scuole professionali e tecniche e dell’elevazione delle competenze tecnologiche tra i giovani in formazione, ha difeso a spada tratta i Pcto.

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Qualche modifica, tuttavia, anche per venire incontro alle richieste delle Consulte degli studenti, dovrà essere approvata.

Confcommercio: fare incontrare domanda e offerta

A complicare il quadro, tuttavia, adesso scende in campo anche Confcommercio: durante una audizione presso la commissione Lavoro del Senato sui canali di ingresso nel mondo del lavoro, Donatella Prampolini, vicepresidente di Confcommercio, ha chiesto di investire di più nelle esperienze aziendali degli studenti delle superiori. Una rivendicazione che tiene conto dei bisogni degli studenti, soffermandosi però solo sull’esigenza di prepararli al meglio al mondo del lavoro.

Secondo Prampolini, “c’è un problema a far incontrare la domanda e l’offerta“, perché “abbiamo un livello di disoccupazione giovanile superiore rispetto all’Ue, ma anche molte imprese che non trovano personale, soprattutto quando cercano profili di alta specializzazione o di carattere tecnico”.

“Insistere con il sistema duale”

Secondo la vicepresidente di Confcommercio, quindi, bisogna puntare con maggiore forza sul “sistema duale”, riferendosi all’organizzazione delle superiori, sulla scia dell’esperienza tedesca: gli studenti che prediligono lo studio più teorico si iscrivono ai licei; quelli che hanno attitudini per lo studio più pratico scelgono gli istituti tecnici e professionali. Ed in queste scuole superiori si “permette allo studente di apprendere”, continua Prampolini, “importanti nozioni e competenze a livello teorico, che poi però devono essere calate a livello pratico”.

La rappresentante di Confcommercio ha aggiunto poi che “chi entra con un contratto di apprendistato ha il vantaggio di avere un trattamento economico che deriva da un contratto nazionale, con tutte le tutele correlate”.

Tirocini da rivedere?

Sulla revisione del tirocinio, Prampolini si dice in disaccordo: “è un canale importantissimo per le nostre imprese, ma la proposta di riforma che stiamo leggendo mette dei paletti che potrebbero essere un grosso ostacolo”.

“Il primo deriva dalla previsione di circoscrivere il tirocinio a soggetti con difficoltà di inclusione sociale. Benissimo inserire anche questi soggetti, ma non è giusto precludere ad altri questo tipo di strumento”, ha concluso la vicepresidente di Confcommercio.

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