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Pensioni, Mastella: prendo 6.500 euro al mese, che c’è di male? Il Pd si occupi della scuola

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L’ex ministro Clemente Mastella percepisce 6.500 euro al mese di pensione e sostiene che è un assegno congruo. E attacca a spada tratta chi vorrobbe ridurgli quell’assegno.

Mastella, oggi sindaco di Benevento, lo dice a chiare lettere alla Stampa, il 23 marzo, sostenendo che è un vitalizio proporzionale al lavoro profuso e criticando la delibera approvata dal Pd per chiedere un contributo di solidarietà a chi già percepisce un vitalizio: “i democratici sbagliano perché non devono inseguire il M5s sulla stessa scia. Devono mirare a fare cose diverse. Ad esempio si occupino dei giovani e del mondo della scuola”, dice l’ex ministro.

Ricordiamo che Clemente Mastella è stato ministro del Lavoro nel primo Governo Berlusconi (1994-1995) e poi ministro della Giustizia nel secondo Governo Prodi (2006-2008). Ma anche parlamentare per diversi altri anni.

 

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Non è d’accordo su chi dice che i politici percepiscano pensioni esagerate: “questa sui vitalizi è una idiozia politica, che poi vedrete risulterà anche incostituzionale. Noi abbiamo messo tanto e adesso guadagniamo tanto. Cosa c’è di male?”, si chiede Mastella.

Che poi si sofferma sul suo maxi assegno pensionistico: “lo prendo sì, perché non dovrei?”.

“L’idea che il vitalizio non debba esistere è una sciocchezza sparata da Michele Emiliano, salvo che poi lui prende la pensione da magistrato”, aggiunge.

Mastella ammette di prendere un assegno pensionistico da 6.500 euro al mese, ma sottolinea che “chi, come noi della prima Repubblica, ha un minimo di intelligenza avrebbe avuto i requisiti per rivestire ruoli dirigenziali in aziende dello Stato. Dunque, avrebbe guadagnato cifre uguali o superiori a quelle percepite”.