Indennità ai fuorisede, anno sabbatico per gli insegnanti, riconoscimento del burnout: queste le proposte più interessanti firmate Anief, di cui si è discusso nel corso di questo weekend alla Scuola Estiva di Terrasini.
“Sulla mobilità del personale scolastico abbiamo chiesto e continueremo a chiedere in tutte le sedi possibili, ad iniziare dal contratto di categoria, di derogare ai vincoli come ora prevede la legge, come anche di tutelare maggiormente familiarità e genitorialità, oltre che di prevedere indennità economiche per tutti i fuori sede”, queste le parole del presidente nazionale Anief Marcello Pacifico.
Secondo Pacifico “è arrivato il momento di intervenire, introducendo con urgenza delle deroghe reali ai vincoli, dopo il sì anche del Parlamento, andando a modificare la parte contrattuale: bisogna finirla di separare le famiglie e punire i lavoratori in servizio fuori sede rispetto alla residenza. Siamo arrivati al punto che anche le deroghe che non necessiterebbero di essere minimamente messe in discussione continuano ad essere osteggiate dagli organi di controllo. E questo non va bene, perché il diritto alla famiglia è prioritario: ci sono chiare indicazioni anche europee che lo dicono senza mezzi termini, ancora di più in questi ultimi anni contrassegnati – conclude Pacifico – dalla crisi demografica”.
Pacifico ha anche parlato della possibilità di introdurre un anno sabbatico per gli insegnanti come nel caso di Bolzano, in cui per cinque anni spetta un trattamento economico ridotto dell’80%: “Introdurre l’anno sabbatico a scuola non è un progetto impossibile: basta volerlo. Come Anief chiediamo di introdurlo e finanziarlo con la prossima Legge di bilancio, abbiamo già l’esempio di Bolzano da seguire”.
“Perché – ha detto il leader del giovane sindacato – a Bolzano l’anno sabbatico è finanziato all’80% dalla Provincia, mentre nel resto d’Italia non è retribuito. Eppure, non dovrebbero esistere docenti favoriti e altri discriminati, magari di serie B, perché il diritto a ricaricarsi oppure ad aggiornarsi in altre realtà nazionali o all’estero va garantito a tutto, non a seconda della provincia dove si lavora. Noi, come sindacato, ci impegniamo a chiederlo con tutte le nostre forze e in tutte le sedi possibili, a partire da quella contrattuale. Chi governa il Paese, dal canto suo, dovrebbe fare altrettanto finanziando l’importante opportunità”, ha concluso Pacifico.
In merito al burnout, ha aggiunto: “Siamo giunti ad un punto che occorre riconoscere il lavoro usurante prodotto a scuola anche perché in Italia abbiamo altri dipendenti, come i militari e gli agenti di polizia, che possono continuare ad andare in pensione senza penalizzazioni a 60 anni. Invece, la scuola rientra tra le tante professioni del sistema lavorativo italiano sempre più legate alla speranza di vita e sempre meno alla flessibilità di uscita anticipata. Invece, il burnout sta crescendo tra i dipendenti docenti e Ata della scuola, con il malessere psico-fisico del personale scolastico sempre più presente, soprattutto dopo i 60 anni di età. La stessa età che noi indichiamo come utile per accedere alla pensione anticipata”.
“Inoltre – ha continuato Pacifico – occorre permettere il riscatto della laurea agevolato, così da tentare l’uscita almeno per una parte di docenti e Ata con la pensione di anzianità, oltre che attuare quella proposta avanzata dal nostro sindacato autonomo durante le riunioni dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza al Ministero dell’Istruzione di aprire una inchiesta specifica: sul burnout, Anief intende far riconoscere il lavoro usurante del personale scolastico e potere così potere lasciare il lavoro a 60 anni senza penalizzazioni, come accade per i militari, attraverso ulteriori incentivi per chi vuole restare, magari con ruoli di tutoraggio”.
La Tecnica della Scuola ha deciso di dedicare all’argomento del burnout una puntata di Scuola Talk, la trasmissione di approfondimento settimanale dedicata all’attualità. Ospiti in collegamento Daniela Rosano, sindacalista dell’Anief, Associazione nazionale insegnanti e formatori, e Vittorio Lodolo D’Oria, medico esperto in tema di burnout, già deputato della Repubblica Italiana, da anni in prima linea nella denuncia del tema. Sempre più urgente per una categoria, quella dei docenti, che come raccontato in più occasioni da questa testata è tra le più formate della Pubblica Amministrazione.
Quali potrebbero essere delle proposte concrete per arginare il problema? Daniela Rosano (Anief) ha suggerito alcuni punti: “Chiediamo l’istituzione di una commissione parlamentare sul burnout per avere dati ufficiali e definitivi. Le nostre proposte includono: