Il Ministero dell’Istruzione e del Merito, attraverso la Direzione generale per gli ordinamenti scolastici, ha delineato ufficialmente le attività formative per l’anno scolastico 2025-2026 destinate ai docenti neoassunti e a coloro che hanno ottenuto il passaggio di ruolo, inclusi i docenti di religione cattolica.
L’obiettivo centrale è assicurare un efficace inserimento dei docenti nella comunità professionale, sostenendo il loro sviluppo attraverso iniziative di accompagnamento e formazione che ne favoriscano la piena integrazione nelle attività didattiche, organizzative e collegiali delle scuole.
Il percorso di formazione e prova è disciplinato dal Decreto del Ministro dell’Istruzione 16 agosto 2022, n. 226, e integrato dalle disposizioni del Decreto-Legge 2 marzo 2024, n. 19, convertito con modificazioni dalla Legge 29 aprile 2024, n. 56.
L’impegno complessivo previsto per il percorso formativo ammonta a 50 ore, suddivise in quattro fasi distinte, sia sincrone che asincrone:
Tali attività sono obbligatorie e si intendono aggiuntive rispetto agli ordinari impegni di servizio.
Una delle principali novità risiede nei laboratori formativi, che ammontano a 12 ore e sono organizzati in attuazione dell’articolo 14 del DL n. 19/2024 (convertito in L. n. 56/2024). Questo articolo stabilisce che almeno il 20 per cento delle ore complessive di formazione debba essere erogato nell’ambito delle linee di investimento 2.1 e 3.1 della Missione 4, Componente 1, del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
I docenti neoassunti dovranno frequentare percorsi per un totale di almeno 12 ore, focalizzati specificamente su due aree:
Queste attività devono essere svolte e registrate sulla piattaforma “Scuola futura”, accessibile tramite area riservata. I fondi per i laboratori provengono dalle risorse del PNRR, già assegnate alle istituzioni scolastiche.
Il percorso formativo pone grande enfasi sul docente tutor, la cui funzione è ritenuta determinante. Il tutor accompagna il docente neoassunto lungo l’intero anno, svolgendo compiti di osservazione, collaborazione e supervisione professionale.
La formazione è basata sul principio della personalizzazione. Il Dirigente Scolastico e il docente in prova, sentito il tutor, definiscono il Patto per lo sviluppo professionale. Questo Patto stabilisce gli obiettivi di sviluppo nelle competenze culturali, disciplinari, pedagogiche e relazionali. Si raccomanda che il Patto sia mirato a colmare le lacune del docente e a potenziare le competenze già possedute, evitando la ripetizione di esperienze formative già espletate.
La valutazione del percorso è disciplinata dal DM 226/2022. Per superare il periodo di formazione e prova, il docente deve aver prestato servizio per almeno centottanta giorni nel corso dell’anno scolastico, di cui almeno centoventi giorni dedicati ad attività didattiche.
Al termine, il docente presenta il portfolio professionale al Comitato di valutazione, sostituendo ogni altra relazione. Il Comitato verifica le competenze didattiche attraverso un colloquio, nell’ambito del quale si svolge il test finale. Il test consiste nella discussione e valutazione delle risultanze della documentazione contenuta nell’istruttoria del tutor e nella relazione del Dirigente scolastico, con specifico riferimento all’acquisizione delle competenze osservate durante il percorso.
Il superamento del periodo è subordinato al raggiungimento di tre requisiti: giorni di servizio prestato, superamento del test finale e valutazione positiva del percorso formativo complessivo.