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Permessi Legge 104 condivisi tra più familiari: dall’INPS le regole su controlli, sforamenti e recupero degli indebiti

La disciplina dei permessi retribuiti previsti per l’assistenza ai familiari con disabilità grave è stata oggetto di nuovi chiarimenti da parte dell’INPS. Con la circolare n. 100 del 18 settembre 2026, l’Istituto ha illustrato le regole da applicare nei casi di violazione dei limiti di fruizione quando più lavoratori assistono la medesima persona in situazione di disabilità grave.

Il limite dei tre giorni e l’alternanza

A seguito della riforma introdotta dal decreto legislativo 30 giugno 2022, n. 105, è stato superato il principio del “referente unico dell’assistenza”. Come già chiarito con la circolare n. 39/2023, la possibilità di fruire dei tre giorni di permesso mensile retribuito (fruibili anche in modo frazionato a ore) può essere riconosciuta a più soggetti tra genitori, coniugi, parti di unioni civili, conviventi di fatto o parenti e affini entro il terzo grado. Tuttavia, per ottenere il beneficio resta necessaria la presentazione della domanda amministrativa. Inoltre, rimane fermo il limite massimo complessivo di tre giorni mensili per lo stesso familiare disabile, che devono essere fruiti inderogabilmente in via alternativa tra gli aventi diritto.

Sforamento del tetto mensile e priorità temporale

Per assicurare la continuità dell’assistenza nel rispetto dei tetti normativi, i familiari autorizzati sono tenuti a una preventiva pianificazione congiunta dei permessi. L’eventualità che il limite complessivo di tre giorni mensili venga superato costituisce una violazione di legge che fa scattare l’obbligo di recupero delle somme erogate. In questo scenario trova applicazione il principio della priorità temporale: la fruizione del beneficio da parte di un familiare esaurisce il monte giorni mensile nei confronti di tutti gli altri. Pertanto, l’INPS procederà al recupero dell’indebito esclusivamente a carico del lavoratore che ha fruito delle giornate o delle ore in eccesso dopo che il limite mensile era già stato raggiunto dal primo richiedente.

Fruizione contestuale: responsabilità divisa al 50%

Una regolamentazione specifica riguarda i casi in cui due o più familiari utilizzino il permesso nella medesima giornata o nelle stesse ore per la stessa persona. Poiché in caso di sovrapposizione temporale non è possibile stabilire una priorità nell’esercizio del diritto, l’uso contemporaneo viola il principio di alternanza. In questa ipotesi, l’indebita fruizione viene addebitata in parti uguali a tutti i lavoratori coinvolti. L’INPS avvierà il recupero della prestazione richiedendo a ciascun dipendente una quota pari al 50% dell’importo indebitamente percepito, rapportato al rispettivo orario di lavoro.

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