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03.07.2026
Aggiornato alle 21:23

Piano Casa per dare alloggi a studenti e insegnanti; Enti locali critici, ci sono dubbi su tempi e risorse, niente a che vedere con il Piano Fanfani degli anni ’50

Si è chiusa nella giornata del 1° luglio al Senato la vicenda del decreto sul cosiddetto “piano casa” che, secondo quanto ha più volte dichiarato in questi ultimi giorni il ministro Valditara servirà anche a dare una risposta abitativa al personale scolastico che opera lontano dalla propria abitazione.
Nel passaggio alla Camera, il decreto legge è stato corretto rispetto  al testo approvato inizialmente del Governo con un passaggio riportato qui in grassetto: “Gli interventi … sono finalizzati, in particolare, a fornire una risposta ai fabbisogni abitativi dei giovani e degli studenti universitari, dei lavoratori fuori sede, sia privati sia pubblici, con particolare riferimento al personale scolastico, sanitario, delle Forze di polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e elle Forze armate, delle giovani coppie e dei genitori separati”.

Per la verità l’ANCI (Associazione nazionale dei Comuni italiani) è già intervenuta segnalando l’esiguità delle risorse stanziate.
Ma forse, più di tutto, dovrebbe preoccupare la tempistica.
Il piano prevede un budget complessivo di 970 milioni di euro, 116 sono già disponibili nel bilancio di quest’anno e altri 216 potranno essere impegnati nel 2027.

Il provvedimento di legge prevede procedure semplificate per la predisposizione dei progetti e per la loro realizzazione, ma c’è un aspetto importante da non sottovalutare: per quanto possano essere semplificate le procedure richiederanno tempi significativi solo una piccola quota di interventi potrà essere disponibile già da subito (non prima del 2027 in ogni caso).

Il decreto comunque prevede queste misure principali:
recupero ERP e edilizia sociale: 970 milioni di euro tra 2026 e 2030 rigenerazione urbana collegata ai Comuni: fino a 4,8 miliardi di euro tramite programmi e avvisi dedicati agli enti locali.affitti studenti fuori sede: 8,5 milioni di euro per il 2026
Sicuramente una boccata di ossigeno per gli Enti locali, ma resta da capire, come abbiamo detto, se si riuscirà davvero ad avere in tempi ragionevoli nuove abitazioni per chi ne ha necessità.

Il Piano del “cavallo di razza” Amintore Fanfani

Per il momento, però, la sensazione è che difficilmente il Piano potrà essere paragonato con il primo grande programma nazionale di edilizia varato subito dalla appena Repubblica Italiana, nel 1949, grazie ad una legge fortemente voluta dal Ministro del Lavoro democristiano Amintore Fanfani che non per nulla venne soprannominato uno dei migliori “cavalli di razza” del Governo De Gasperi.
Nell’arco di pochi anni grazie al “Piano Fanfani” vennero realizzati più di 300mila alloggi, gran parte di grande pregio architettonico ed urbanistico in quanto la progettazione era stata affidata ad architetti prestigiosi.
Il progetto era stato dato in gestione all’INA-Casa (Istituto nazionale assicurazioni) che pochi mesi dopo l’approvazione della legge aprì ii primo dei 650 cantieri di quell’anno.
La costruzione delle abitazioni procedette spedita, con 2800 unità abitative a settimana e con la consegna settimanale di 550 alloggi ad altrettante famiglie.
Il piano ebbe un grande successo tanto che ancora oggi, in molte città italiane i piccoli “quartieri” realizzati in quella fase vengono denominati “case Fanfani”.

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