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“Piccoli Comuni, grande scuola”

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L’incontro, che deve essere considerato di grande rilevanza istituzionale, vedrà la presenza del Ministro Giuseppe Fioroni il quale, giustamente, ha inteso coinvolgere tutta la scuola italiana nel delicato tema dei servizi scolastici e dei percorsi educativi e didattici di tante piccole realtà locali.
Come da anni è fin troppo noto, la scuola italiana in tantissime piccole comunità, pur ricche di storia, di cultura e di tradizioni, è costretta a non poter assolvere al suo ruolo specifico condizionata da difficoltà nella gestione di tanti servizi essenziali che si riflettono pure nella stessa organizzazione didattica e nella qualità dell’offerta formativa.
Da sempre si discute a legislativo e si sollecitano provvedimenti per ovviare agli inconvenienti e alle difficoltà dei piccoli Comuni non ultime quelle della scuola.
Periodicamente, soprattutto nell’immediatezza delle consultazioni elettorali, il problema viene posto sul tappeto ed agitato con acceso dibattito sulle proposte di legge che pure non sono mancate, ma che non hanno trovato approvazione fino ad oggi.
Recentemente le buone intenzioni, pur con opposte motivazioni da entrambi i poli, si sono infrante di fronte all’impossibilità di definire se la terminologia di piccoli Comuni dovesse essere ristretta a quelli fino a tremila abitanti o estesa fino a quella di cinquemila abitanti.
La condizione, è ovvio, è fondamentale e comporta una diversa disponibilità di risorse economiche, atteso che per i comuni che si potranno fregiare della denominazione sono previste agevolazioni fiscali, incentivi alle imprese, pubbliche e private, agli esercizi commerciali, finanziamenti supplementari, servizi di comunicazione e di informazione, disponibilità sanitaria, servizi culturali e ricreativi, ecc. per assicurare alle popolazioni una migliore vivibilità, e, nella fattispecie della scuola, la deroga a talune norme relative alla composizione delle classi che definiscono gli organici.
Il dibattito è aperto da anni ed è molto importante nel quadro della ormai urgente rivisitazione degli assetti istituzionali del territorio del nostro Paese.

Il coinvolgimento della scuola nel dibattito che si svolgerà a Roma assume un valore particolare giacché un’attenzione all’offerta formativa assicurata secondo una nuova visione alla crescita degli studenti di oggi, cittadini di domani, potrà essere garanzia per tutta la comunità nazionale.