Home Precari Pittoni (Lega): “Bombarderemo il ministro finché non risponde su rischio docenti esodati”

Pittoni (Lega): “Bombarderemo il ministro finché non risponde su rischio docenti esodati”

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Mario Pittoni, responsabile federale Istruzione della Lega Nord, attacca il Miur e il ministro Giannini in merito alla questione dei docenti di seconda e terza fascia, ancora non stabilizzati.

“Decine di migliaia di insegnanti di seconda e terza fascia d’istituto, dichiara Pittoni, sono in trepidante attesa della risposta del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, alle domande pubbliche che le abbiamo trasmesso sul loro futuro, che al momento sarebbe riduttivo definire incerto. Eppure anche in occasione dell’intervento a Rainews24 per commentare l’avvio delle prove scritte del nuovo concorso, il ministro ha ignorato l’argomento. Non ci resta allora che convertire le domande in interrogazioni, ordini del giorno e mozioni, da presentare non solo in Parlamento, ma pure nei consigli regionali. Di certo non lasceremo cadere la questione, perché quella che si profila nella scuola è un’autentica emergenza sociale”.

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“Il ministro – spiega Pittoni – ha detto che il concorso è sulla base dei posti disponibili, sostenendo che è ‘il massimo che si potrebbe fare’, ma non è vero. Lo testimonia l’esercito di docenti precari che affolla le nostre scuole e che con Renzi non si è affatto ridotto. Anzi, se il numero di stabilizzazioni degli insegnanti resta quello annunciato dal capo del Governo, è destinato a crescere ulteriormente. Il tutto a fronte di due terzi dei docenti precari di seconda fascia che non verranno stabilizzati col concorso”.

“Anzi, conclude Pittoni, presto verrà loro negata anche la possibilità di utilizzare contratti a tempo determinato, pur avendo maturato diversi anni di esperienza che a questo punto rischia di andare dispersa. Mentre quelli di terza fascia finiranno in un limbo lavorativo, per poi essere anche loro spazzati via dal limite dei 36 mesi per il rinnovo dei contratti a tempo determinato previsto dalla legge 107 (Buona scuola), pur svolgendo un servizio identico per mansioni e responsabilità a quello dei colleghi di ruolo”.