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Più di 50 disegni di legge per cambiare la scuola

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Un “censimento” completo di quanti siano è difficile in quanto la ricerca nel sito istituzionale del Parlamento è alquanto complessa, ma è certo che i disegni di legge che riguardano in qualche modo il sistema scolastico sono già più di 50. Alcuni sono scontati, altri rappresentano delle piccole sorprese, di altri ancora si conosce solo il titolo e risulta impossibile esprimere qualunque giudizio.
E poi sono anche le assenze a colpire.
Gettonatissimo il tema dei servizi scolastici per la fascia di età 0/6 anni: c’è da esaminare una proposta di legge di iniziativa popolare già presentata nel corso della precedente legislatura, ma ci sono anche due disegni di legge dell’Ulivo, uno (il n. 659) relativo ai servizi, e un secondo (il n. 668) finalizzato a definire le norme per il personale.
E sullo stesso argomento persino il leader dei DS Piero Fassino ha sottoscritto come primo firmatario un altro disegno di legge.
Alleanza Nazionale ha predisposto invece due disegni di legge di revisione del sistema scolastico nazionale: uno è firmato da Angela Napoli e un altro da Giuseppe Valditara (che presenta anche una proposta sulla revisione degli esami di Stato alternativa a quella del ministro Fioroni).
L’unica proposta di legge di riforma degli organi collegiali risulta invece presentata da alcuni parlamentari dell’Unione.
E mentre l’elevamento dell’obbligo scolastico a 16 anni non è ancora stato messo formalmente in cantiere dal ministro Fioroni, il Partito dei Comunisti Italiani presenta addirittura due disegni per portare l’obbligo a 18 anni: uno firmato dalla senatrice Pellagatti e un secondo sottoscritto da Oliviero Diliberto in persona.
E poi non mancano disegni di legge tutto sommato estemporanei come quello proposto dalla senatrice prodiana Albertina Soliani, “Delega al Governo per la promozione della cultura e dei valori costituzionali nella scuola italiana”, di cui francamente non si avverte l’urgenza, dato che la conoscenza e lo studio della Costituzione repubblicana fa parte da tempo dei programmi scolastici (o Indicazioni nazionali che si dir si voglia).
Curioso, poi, il disegno di legge presentato dal senatore dell’Ulivo Francesco Ferrante su “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione par o inferiore a 5.000 abitanti nonché dei comuni compresi nelle aree protette” che, all’articolo 9 prevede che “le regioni possono stipulare convenzioni con gli uffici scolastici regionali del Ministero della pubblica istruzione per finanziare il mantenimento in attività degli istituti scolastici statali aventi sede nei piccoli comuni che dovrebbero essere chiusi o accorpati ai sensi delle disposizioni vigenti in materia”.
“In particolare – precisa ancora la proposta di legge – le regioni agevolano forme sperimentali di teleinsegnamento”.
Peccato che la proposta non indichi in che modo tale maggiore spesa possa essere coperta.
Non c’è invece traccia, per ora, di disegni di legge che modifichino i criteri per la definizione degli organici, lo stato giuridico dei docenti o il dimensionamento delle istituzioni scolastiche.