Home Politica scolastica Più soldi pubblici alle paritarie, Giuliani: perchè allora il Fis alle statali...

Più soldi pubblici alle paritarie, Giuliani: perchè allora il Fis alle statali rimane dimezzato?

CONDIVIDI
webaccademia 2020

“Dare più i soldi alle paritarie fa discutere, soprattutto perché alle statali i finanziamenti sono stati tagliati: lo stesso Fondo d’Istituto rimane dimezzato rispetto al 2011”.

A dirlo a Radio Cusano è stato Alessandro Giuliani, direttore della Tecnica della Scuola, il 24 luglio nel corso della trasmissione “L’angolo del direttore”.

ICOTEA_19_dentro articolo

Giuliani ha ricordato che attraverso il Fis si incentivano una serie di attività extra-didattiche fondamentali, come le cosiddette funzioni strumentali, i progetti, le visite culturali e altro: ridurre i finanziamenti per queste attività, come è stato fatto in modo drastico negli ultimi anni salvo recuperarli parzialmente, significa ridimensionare un bel pezzo di offerta formativa.

Intanto, le dichiarazioni del sottosegretario all’Istruzione, Gabriele Toccafondi, sui 500 milioni di euro accreditati in questi giorni alle paritarie, non sembrano aver convinto molto gli addetti ai lavori.

La Gilda degli Insegnanti ha avuto da ridire, ricordando che gli stipendi dei docenti sono tra i più bassi in Europa e che invece i finanziamenti alle paritarie sono in aumento.

Anche la Rete degli Studenti è stata molto critica, ricordando che in diversi casi si finanzia un sistema che diploma studenti non sempre preparati. A questo proposito – è stato ricordato dalla redazione di Radio Cusano –ci sono delle indagini in corso su studenti che cambierebbero addirittura residenza per spostarsi nei territori dove sono collocate le scuole paritarie meno “severe”.

“Spetta alle autorità competenti verificarlo – ha replicato Giuliani – ma rimane un dato di fatto che sui finanziamenti alle scuole non statali c’è una diatriba che va avanti da decenni e che all’origine si riconduce alle diverse interpretazioni dell’articolo 33 della Costituzione sugli oneri che lo Stato non dovrebbe avere. Le lamentele degli studenti, considerando il quadro generale, a noi sembrano comunque lecite, ma solo se riferite alle scuole superiori, ai cosiddetti diplomifici”.

“Lo Stato infatti – ha proseguito Giuliani – trae notevoli benefici dal servizio svolto delle scuole dell’infanzia e primaria paritarie: senza il loro apporto, peraltro in cambio di una spesa minima, in quelle aree per molti bambini non si garantirebbe il diritto allo studio”.

 

{loadposition carta-docente}

 

Durante la trasmissione, il nostro direttore ha anche parlato del decreto in via di approvazione alla Camera sulle vaccinazioni obbligatorie (“c’è da capire a cosa serva l’autocertificazione del personale, probabilmente per avere un quadro pronto in ogni scuola qualora vi sia una situazione di contagio”), del cambio dei capi dipartimento in seno al PD, con l’on. Simona Malpezzi che subentra nel comparto Scuola (“di fatto non cambia molto, visto che si tratta di una delle più fervide sostenitrici della Legge 107/15”) e dell’alto numero di docenti che anche alle superiori ottengono il trasferimento grazie alle precedenze legate alla Legge 104/92: per Giuliani, premesso che “al Meridione e nelle Isole l’offerta socio-sanitaria per l’assistenza dei parenti è carente, il gap di utilizzo delle precedenze rispetto al Nord rimane troppo alto, quindi c’è da capire cosa c’è dietro questi certificati concessi probabilmente con più facilità solo in certe aree del paese”.

{loadposition facebook}

 

Preparazione concorso ordinario inglese