Home Attualità Precariato: ancora una condanna per il Miur

Precariato: ancora una condanna per il Miur

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Nuova condanna per il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini.
Ancora una volta il Giudice del Lavoro del Tribunale di Locri, dr. Luciano d’Agostino, ha accolto la domanda di stabilizzazione, stavolta avanzata da una docente di educazione fisica, dipendente precaria dal 2004 del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.
La sentenza conferma quindi l’orientamento espresso dal Giudice del Lavoro del Tribunale di Locri, il quale, accogliendo il ricorso, e mostrandosi particolarmente attento alla delicata questione del precariato, riconosce che tra Giuseppina Maria Dattola, docente 59enne, ed il Miur., sussiste un rapporto di lavoro a tempo indeterminato dal 2 aprile 2009.
Anche in questo caso il Tribunale di Locri ha ritenuto che l’art. 97 della Costituzione, relativo al principio secondo del pubblico concorso, debba, nel caso di specie, cedere il passo ai principi sanciti dalla direttiva 99/70/CE, che ha recepito l’Accordo Quadro comunitario, sul lavoro a termine, invocata da parte ricorrente.
Il giudice d’Agostino ricorda che l’art. 97 Cost. non è inderogabile, vista la clausola in esso contenuta “salvi i casi previsti dalla legge”, ed evidenzia che le Graduatorie ad Esaurimento costituiscono a tutti gli effetti procedure selettive idonee a soddisfare il requisito del concorso.
Anche stavolta il Tribunale di Locri ha ritenuto che l’unica tutela “efficace”, “energica” e “dissuasiva” (parametri richiesti dalla Corte di Giustizia UE) sia quella specifica, ossia quella di riconoscere i diritti alla docente che ha intentato il ricorso, che rivendica il contratto di lavoro a tempo indeterminato, a causa del superamento dei 36 mesi di servizio prestati dalla lavoratrice (ex art. 5, comma 4-bis, d.lgs. n. 368/2001).