Nel corso della sua informativa al Senato sulle misure di prevenzione e contrasto dei femminicidi in età adolescenziale, il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara ha illustrato le principali azioni intraprese dal suo dicastero per contrastare violenza e sopraffazione, con particolare attenzione al rispetto della persona e alla prevenzione della violenza di genere. Il cuore della strategia? La scuola, intesa come presidio educativo e luogo privilegiato di formazione integrale.
Una delle novità più rilevanti riguarda le nuove linee guida per l’educazione civica, che rendono il rispetto – verso chiunque, in particolare verso le donne – un vero e proprio obiettivo di apprendimento, da sviluppare non solo nelle 33 ore previste ma in modo trasversale a tutte le discipline. Questo approccio ha già trovato riscontro: secondo un recente monitoraggio, il 95% delle scuole superiori ha avviato progetti specifici, coinvolgendo circa un milione di studenti, con un miglioramento osservato nei comportamenti nel 70% dei casi.
Il piano del Ministero punta anche a rafforzare il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo, introducendo elementi di alfabetizzazione emozionale, come empatia, gentilezza e tenerezza. Centrale il concetto di “educazione del cuore”, che valorizza tutte le discipline – dalla musica al teatro – come strumenti per costruire relazioni sane e inclusive.
Sul piano normativo, Valditara ha richiamato la recente riforma del voto di condotta, che introduce conseguenze concrete per comportamenti gravi: l’esclusione dalla promozione per chi riceve un voto inferiore a sei e percorsi di rieducazione per chi si ferma al sei. Le sanzioni disciplinari diventano occasioni educative, con attività di cittadinanza solidale presso enti e associazioni.
Sul fronte della prevenzione, sono stati attivati protocolli con il Consiglio Nazionale degli Psicologi, la Fondazione Giulia Cecchettin, OTB Foundation e altre realtà, che prevedono formazione per i docenti, supporto psicologico nelle scuole e il coinvolgimento diretto degli studenti. È stato istituito anche un fondo strutturale da 10 milioni di euro (che saliranno a 18,5 milioni dal 2026) per garantire la realizzazione concreta di questi interventi.
È stato inoltre istituito un tavolo tecnico nazionale su bullismo e cyberbullismo, che raccoglierà e condividerà le migliori pratiche scolastiche, mentre Indire sarà protagonista nella formazione docenti per la gestione delle relazioni educative e l’applicazione delle nuove linee guida.
Il ministro ha sottolineato infine l’importanza del consenso parlamentare ricevuto, anche dalle opposizioni, a conferma della serietà del percorso avviato: “La scuola è il primo luogo dove si deve insegnare il rispetto. Solo educando sin dai primi anni possiamo cambiare la società”.
“Il tema del rispetto e del contrasto ad ogni forma di violenza e sopraffazione costituisce infatti il fondamento di una parte significativa della mia azione come Ministro dell’Istruzione e del Merito. In nome di tali valori ho adottato in questi anni una serie di iniziative concrete, di cui darò subito conto, che si inseriscono in una più ampia opera di riforma della scuola italiana che, nel mio intendimento, deve essere orientata non solo alla formazione degli studenti sotto il profilo della loro istruzione, ma anche alla realizzazione integrale delle persone, consentitemi di dire anche dei cittadini: persone responsabili, mature, autonome, consapevoli dei loro doveri.
Innanzitutto, nell’atto di indirizzo politico-istituzionale per l’anno 2025, nel quale, come noto, sono descritte le priorità politiche che ispirano l’azione del Ministero, un ruolo centrale è assegnato proprio al rispetto della persona e al contrasto al bullismo. Questo atto di indirizzo in realtà non fa altro che riassumere un’azione che si è sviluppata attorno a una serie di iniziative importanti. Voglio citare da subito le nuove linee guida sull’educazione civica che prevedono il tema del rispetto verso chiunque, del rispetto verso la donna in special modo, e dell’educazione a relazioni corrette come veri e propri obiettivi di apprendimento. Quindi c’è una piccola rivoluzione: obiettivi di apprendimento come si deve apprendere la letteratura italiana o la geografia. Non solo obiettivi di apprendimento inseriti nelle 33 ore dell’educazione civica, ma anche trasversali a tutte le materie insegnate.
Ebbene, in nome di questa priorità assegnata, le scuole hanno risposto in modo veramente straordinario, intraprendendo molteplici iniziative sui temi del rispetto verso la donna e del contrasto alla violenza di genere. Il Ministero ha infatti, alcune settimane fa, inviato un questionario a tutte le scuole superiori italiane per capire quante avevano avviato a settembre 2024 questo progetto di educare alle relazioni e educare al rispetto verso la donna. Bene, da questo monitoraggio, che ha interessato ben 4.000 istituzioni scolastiche, emerge che circa il 95% delle scuole ha attivato iniziative specifiche, coinvolgendo circa 1 milione di studenti, e in circa il 90% dei casi si è trattato di attività svolte in orario curricolare; quindi, non è vero quello che si dice, che queste attività sono state relegate al pomeriggio in orario extracurricolare. Inoltre, più della metà delle scuole ha avviato pratiche riconosciute come buone prassi. E un altro dato di estremo interesse è che il sondaggio fatto presso tutti i docenti coinvolti ha rivelato che nel 70% dei casi si è registrata una modificazione in positivo nei comportamenti e nelle dinamiche relazionali degli studenti coinvolti. Questi dati confermano la forte condivisione da parte delle istituzioni scolastiche della nostra volontà di fare in modo che la scuola sia il primo presidio educativo in grado di trasmettere valori di rispetto del prossimo e della negazione di ogni forma di violenza.
Non è d’altro canto nemmeno casuale che il tema sul rispetto che abbiamo assegnato, fra le tante tracce possibili, nella scorsa maturità, scorso esame di Stato, sia stato scelto da un numero veramente impressionante di giovani, il che sta a testimoniare quanto questo argomento sia particolarmente sentito e particolarmente rilevante fra le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Dicevo che le nuove linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica insistono molto su questo tema del rispetto, del riconoscimento dei diritti, del riconoscimento anche dei doveri, e fra l’altro affrontano questa tematica anche sotto il profilo del cosiddetto “peer tutoring”, che noi riteniamo particolarmente efficace perché vede protagonisti i giovani stessi, perché li vede testimoni e anche “coinvolti nel percorso educativo”; testimoni delle proprie esperienze negative e positive in una sorta di dialogo in cui il docente svolge una funzione di mediazione, di sintesi: un dialogo fecondo, un dialogo molto, molto positivo.
Ed è proprio proseguendo su questo solco che, ancora con maggiore incisività, le nuove indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione hanno previsto una serie di passaggi molto interessanti. Con queste linee, con queste indicazioni nazionali, intendiamo rafforzare l’idea di una scuola che educa non solo alla conoscenza, ma anche al rispetto verso l’altro; e infatti il valore del rispetto e la centralità della persona è stato inserito proprio all’inizio di queste indicazioni nazionali con una grande evidenza anche dal punto di vista grafico. Una scuola che educa ai sentimenti, alla qualità delle relazioni educative, che mira alla formazione sin dai primi anni non soltanto di studenti con competenze e conoscenze, ma anche, e soprattutto, come dicevo, di persone complete integrate nel tessuto sociale. Nelle nuove indicazioni nazionali viene posto l’obiettivo di un’educazione finalizzata al riconoscimento e alla valorizzazione delle differenze di ciascuno, al rispetto nei confronti della donna, alla costruzione di relazioni corrette. Ma nelle nuove, nei nuovi programmi scolastici – parliamo di questo per il pubblico che magari non sa cosa siano queste indicazioni nazionali – viene anche fatto riferimento all’alfabetizzazione emozionale, cioè all’allenare bambini e bambine a capirsi nella complementarità delle rispettive differenze. E in tale direzione è necessario proprio avviare a scuola un profondo lavoro educativo di prevenzione, un’educazione del cuore che crei occasioni didattiche di esperienza di sentimenti basilari come la fiducia, l’empatia – abbiamo proprio sottolineato educare all’empatia – la tenerezza, l’incanto, la gentilezza. La scuola: una scuola che educa alla gentilezza per una società, tra virgolette, più gentile.
Tutte le discipline, metodi dell’educazione motoria, dall’educazione motoria alla letteratura, all’estremo, alla musica, alle arti, alla scrittura, al cinema, al teatro, al gioco sono dunque grandi alleati in questa visione, in queste nuove indicazioni. Sono grandi alleati degli insegnanti per un lavoro didattico fortemente rinnovato. È inoltre fondamentale che questa azione preventiva avviata a scuola abbia un carattere di continuità tra i diversi gradi di istruzione, sia trasversale alle discipline scolastiche e venga anche progettata dalla scuola in collaborazione con enti territoriali e con associazioni. Il ruolo del terzo settore per noi è strategico, per noi è decisivo. Non a caso anche nel “Piano Estate” abbiamo coinvolto gli enti del terzo settore, anche qui per una centralità della persona, e quindi per proseguire anche quando la scuola è formalmente chiusa questo percorso. Ed è infatti la scuola il contesto più adeguato per decostruire stereotipi e per affermare proprio la cultura del rispetto verso l’altro in generale, verso chiunque, e verso la donna in particolar modo, in special modo.
Un altro tassello fondamentale di una scuola permeata dai valori fondanti della nostra società, ovvero dell’importanza del rispetto delle regole comuni, del principio di responsabilità, è rappresentato dalla nostra riforma del sistema di valutazione e dalla nostra riforma delle sanzioni disciplinari nei confronti degli studenti. Proprio ieri, rispettando i termini previsti, abbiamo concluso l’iter dei regolamenti che hanno riformato profondamente la disciplina della condotta, che entrerà in vigore in tempo utile per il prossimo anno scolastico: un percorso che ha visto la piena e fattiva partecipazione del Parlamento e che è stato poi concluso dal Ministero in un clima di sereno confronto con le rappresentanze delle famiglie, degli studenti, delle consulte degli studenti in particolare, che sono state tutte ascoltate al fine di ricevere i loro contributi, i contributi che sono stati anche in alcuni casi accolti ai fini della redazione dei regolamenti.
In special modo, con le nuove misure, abbiamo inteso ridare centralità alla valutazione della condotta nell’ambito del percorso scolastico, riportandola a pieno titolo nella valutazione complessiva dello studente e stabilendo che con un voto inferiore al sei, che può essere assegnato in casi di particolare gravità, non si possa essere ammessi alla classe successiva. Con un voto pari a sei venga disposta la sospensione del giudizio e la necessità di affrontare una prova tramite anche un elaborato su tematiche di cittadinanza attiva, di condivisione di valori costituzionali, di comprensione anche del perché una certa condotta può essere considerata un disvalore. Inoltre, abbiamo completamente ripensato la funzione delle sanzioni a carico degli studenti, non più strumenti unicamente punitivi o sostanzialmente inutili, come la sospensione da scuola, lo starsene a casa, ma “più scuola e più partecipazione”: lo svolgimento cioè di attività di cittadinanza solidale presso enti, presso associazioni previamente individuati dalle scuole, proprio per imparare, per apprendere la solidarietà, il senso dell’altro, il senso del rispetto verso l’altro, il valore della bellezza dell’altro e del cooperare insieme con l’altro.
Abbiamo anche, sviluppando questa linea di interventi, concluso una serie di protocolli particolarmente importanti. In particolare, il protocollo con la Fondazione Giulia Cecchettin, “Educare al rispetto: azioni condivise per prevenire ogni forma di violenza sulle donne attraverso il contrasto a stereotipi e discriminazioni di genere”. Abbiamo sottoscritto il 16 gennaio 2025 con l’obiettivo di svolgere, innanzitutto nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica, attività di sensibilizzazione rivolte a studentesse e studenti di tutte le scuole sul tema degli stereotipi di genere, della discriminazione, delle offese alla dignità della donna e della gestione non violenta dei conflitti per abituare i giovani a gestire in modo non violento i conflitti. In tale ambito sono previste attività che prevedono il diretto coinvolgimento degli studenti con la collaborazione di enti di ricerca, per esempio università, ma anche, per esempio, Indire. Poi parleremo anche del ruolo importante che abbiamo voluto assegnare ad Indire: il coinvolgimento di organizzazioni e reti nazionali con comprovata esperienza nell’educazione al rispetto delle differenze, la cultura della non violenza – fondamentale la cultura della non violenza – e per contrastare gli stereotipi di genere. Si prevedono poi corsi di formazione anche in questo protocollo rivolti specificamente al personale docente delle istituzioni scolastiche.
Al fine di favorire un clima di serenità e benessere a scuola, il Ministero ha stipulato un protocollo di intesa anche con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, questo in data 20 marzo 2024, avente il fine di rafforzare l’impegno verso un’azione educativa mirata alla cultura del rispetto, all’educazione alle relazioni, al contrasto della violenza maschile sulle donne tramite la promozione e la realizzazione nelle scuole di progetti, percorsi educativi, attività pluridisciplinari, metodologie laboratoriali destinate in particolare agli studenti delle istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado. I progetti prevedono il coinvolgimento attivo degli studenti, coordinati dai docenti, il coinvolgimento anche dei genitori attraverso il Forum nazionale delle associazioni accreditate presso il Ministero. Inoltre, il citato protocollo prevede la programmazione in via sperimentale di presidi territoriali di esperti psicologi a supporto delle istituzioni scolastiche, diretti a favorire il superamento delle fragilità emotive anche con riguardo alle situazioni di svantaggio sociale e culturale che ostacolano i processi di socializzazione e partecipazione alla vita della comunità scolastica.
E perché queste, questi, questo protocollo, queste intese, queste azioni non rimanessero soltanto sulla carta, abbiamo previsto nella legge di bilancio per l’anno 2025 l’istituzione di un fondo di 10 milioni di euro per il 2025, di 18 milioni e mezzo di euro a decorrere dal 2026, proprio per consentire la realizzazione di queste azioni, di questi presidi psicologici territoriali e per avviare concretamente l’attuazione del protocollo.
Il 25 marzo è stato inoltre sottoscritto un altro protocollo d’intesa con l’Associazione per l’educazione al rispetto altrui, dal tema “Azioni di educazione al rispetto altrui e di prevenzione di ogni forma di violenza”. L’associazione si chiama Aspera, avente l’obiettivo di promuovere lo sviluppo e l’implementazione di azioni educative indirizzate alle studentesse e agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado per prevenire ogni forma di discriminazione e di violenza, in particolare nei confronti delle donne, con l’obiettivo di educare a relazioni corrette, promuovere attivamente i valori del rispetto reciproco e della parità come base dei rapporti interpersonali.
Per contribuire a diffondere la cultura del rispetto, il Ministero dell’Istruzione e del Merito e OTB Foundation hanno sottoscritto in data 9 aprile 2025 il protocollo d’intesa “Educare al rispetto della persona” per la definizione di percorsi progettuali per supportare i giovani ad affrontare e superare le criticità nella vita di relazione sia nel contesto scolastico che in quello esterno, nonché per contrastare il bullismo e il cyberbullismo nell’ottica di favorire la ricostituzione del patto educativo tra scuole e famiglie, tra studenti e docenti.
Abbiamo anche istituito il Tavolo Tecnico per la prevenzione e il contrasto del bullismo e del cyberbullismo, tavolo che si è già insediato e sta già iniziando a lavorare, che prevede fra l’altro un’ampia partecipazione nell’ambito del quale, grazie alla presenza di tutte le componenti del mondo della scuola ma anche delle principali componenti dell’associazionismo che si occupa di queste tematiche, osservatori, studiosi di questa materia, potremo certamente valutare le ulteriori azioni, le migliori pratiche da svolgere non solo in ambito educativo per ridurre l’emersione di tali fenomeni. Voglio anche aggiungere che abbiamo lanciato una proposta alla scuola italiana di farci pervenire i progetti in via di realizzazione o già realizzati per contrastare i fenomeni del bullismo, del cyberbullismo, della violenza, della violenza nei confronti delle donne; progetti che selezioneremo, che presenteremo al Ministero in streaming con tutte le scuole italiane e che, laddove si tratti appunto di buone pratiche, verranno poi portate ad esempio per tutte le altre istituzioni scolastiche.
A tutto questo aggiungo che il Ministero, avvalendosi di Indire, ha anche attivato, ha già attivato, percorsi di formazione in favore dei docenti coinvolti nelle attività di educazione al rispetto e alle relazioni corrette mediante la collaborazione dell’Ordine degli Psicologi e di altri organismi scientifici e professionali qualificati. Perché è evidente che per dare attuazione concreta a quelle, a quelle linee guida sull’educazione civica e a queste indicazioni, tra virgolette, “programmi scolastici” che prevedono educare al rispetto, relazioni corrette, empatia e quant’altro, ci vuole anche la formazione, un’adeguata formazione degli insegnanti, e tramite Indire, grazie anche al coinvolgimento dell’Ordine degli Psicologi e di altre realtà, noi intendiamo, e già è stato avviato questo percorso, procedere a questa formazione.
Signor Presidente, gentili onorevoli, sono convinto che l’illustrazione dell’insieme di azioni – un’illustrazione, mi scuso con voi, necessariamente sintetica ma comunque credo che abbia potuto in qualche modo far comprendere quanto noi abbiamo avviato, quanto noi abbiamo in parte realizzato, sul tema del contrasto e della prevenzione di ogni forma di violenza, in particolare dei femminicidi e della violenza nei confronti della donna. E tutto questo sta a testimoniare la serietà dell’impegno del Governo, la serietà dell’impegno nostro del Ministero e il pieno convincimento che dette azioni di contrasto debbano essere adottate innanzitutto nel contesto educativo e fin dai primi anni del percorso scolastico.
Il mio auspicio è confermato anche dal confronto serio e costruttivo che è avvenuto di recente in Parlamento con le stesse opposizioni. Governo e Parlamento si sono trovati concordi infatti non solo nell’approvare all’unanimità il disegno di legge che ha introdotto il reato di femminicidio, ma anche nell’accogliere atti di indirizzo provenienti da taluni gruppi di opposizione che approvavano le politiche adottate dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e che invitavano a proseguire nel solco che ho illustrato in questa mia informativa. È stato fatto molto, c’è ancora tanto da fare, possiamo sempre fare meglio, ma certamente, ritengo, siamo sulla buona strada.”