La scuola italiana piange la scomparsa della professoressa trovata senza vita nella sua abitazione mentre stava correggendo i compiti dei suoi studenti. Una notizia dolorosa che ha suscitato grande commozione nel mondo della scuola e non solo. A ricordarla è il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che ha espresso “profondo cordoglio per la scomparsa improvvisa della professoressa”. La notizia, tanto dolorosa quanto emblematica, proseguono dall’associazione, “racconta la realtà di una scuola che vive grazie all’impegno silenzioso di insegnanti che non si risparmiano mai”.
“La professoressa, morta con la penna tra le dita, incarna la dedizione assoluta di chi considera l’insegnamento non solo una professione, ma una missione civile, culturale e morale”, si legge ancora nella nota. Il Coordinamento denuncia una situazione lavorativa difficile per molti insegnanti, spesso lasciati soli di fronte a una realtà scolastica sempre più complessa. “Oggi più che mai, il mestiere di insegnante è un lavoro usurante, complesso e spesso solitario”, scrivono dal Coordinamento, evidenziando le sfide quotidiane legate a studenti con “disagi familiari, disturbi emotivi, fragilità psicologiche, diversità culturali e bisogni educativi speciali”.
Nel comunicato si parla anche dei numerosi ruoli che i docenti sono chiamati a ricoprire: “da mediatore a consigliere, da sostegno umano a riferimento affettivo, spesso senza il supporto necessario, senza strumenti adeguati e in una condizione di crescente isolamento professionale”. Alla componente emotiva si sommano “ritmi di lavoro frenetici, burocrazia opprimente, continue riforme parziali e una percezione sociale che non riconosce appieno il valore e la fatica del lavoro docente”. Per questo motivo, l’associazione lancia un appello al Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, affinché promuova “una riforma complessiva e strutturale della professione docente”.
Tale riforma, si legge ancora, dovrebbe “riconoscere ufficialmente la natura usurante del lavoro degli insegnanti, garantire reali misure di sostegno psicologico e organizzativo, ridurre i carichi burocratici, rafforzare la rete di supporto nelle scuole e, soprattutto, migliorare in modo significativo la condizione economica dei docenti”. Infine, il Coordinamento ricorda quanto sia urgente restituire dignità al lavoro degli insegnanti: “Restituire dignità, serenità e giusto riconoscimento economico a chi ogni giorno educa alla conoscenza e alla libertà significa investire nel futuro del Paese”. “È tempo che la scuola italiana non chieda più sacrifici silenziosi, ma offra rispetto, tutela e valore umano a chi la fa vivere”.