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Pronto il piano per risanare i debiti delle scuole

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Nella mattinata del 24 aprile, parlando in Commissione Istruzione della Camera, il Ministro Fioroni ha finalmente iniziato a dare qualche risposta sulla questione dei debiti delle scuole e del pagamento degli arretrati al personale supplente
Rispetto alle risposte evasive fornite qualche giorno fa dal Ministro dell’Economia Padoa Schioppa, Fioroni ha dato qualche spiegazione in più e ha rassicurato la Commissione sulla esistenza di iniziative già in atto.
Intanto entro il 15 maggio il Ministero effettuerà una ricognizione precisa dei debiti accumulati in questi anni (si parla di circa 425 milioni di euro); quindi, per risanare il deficit, verrà predisposto un piano pluriennale che terrà conto anche della necessità di assegnare i fondi per il pagamento della Tarsu.
Infine – ha preannunciato il Ministro – sarà prevista la copertura totale, o almeno per il 60%, delle maternita da parte del sistema previdenziale: in altre parole la gestione di questa voce passerà direttamente all’Inps.
Se alle parole seguiranno i fatti, si può dire che qualche passo in avanti è stato certamente compiuto.
A dire il vero secondo il vice-ministro Mariangela Bastico la questione dovrebbe risolversi in tempi rapidi e con una procedura molto semplice: con un comunicato uscito in contemporanea con l’audizione del Ministro, Bastico precisa che le Istituzioni scolastiche dovranno inoltrare richiesta di integrazione di fondi all’Ufficio scolastico regionale di competenza, che a sua volta la trasmetterà alla Direzione Generale per la politica finanziaria e per il bilancio del MPI”.
Nel corso dell’audizion e Fioroni ha colto l’occasione per chiedere che anche la scuola abbia la sua parte nella suddivisione del cosiddetto “tesoretto” derivato dalle maggiori entrate fiscali. “Anche noi dovremo compartecipare”, ha detto a chiare lettere il Ministro che ha spiegato anche a cosa potrebbero servire eventuali risorse aggiuntive: “Quei soldi potrebbero essere spalmati su molte voci: la copertura dell’innalzamento dell’obbligo a 16 anni, l’aggiornamento degli insegnanti, il riordino degli istituti tecnici e professionali, il diritto allo studio e i premi all’eccellenza”.
Cauto il presidente della Commissione Pietro Folena che al termine della seduta ha diramato un breve comunicato nel quale ammette “vi sono stati ritardi e scarsa comprensione della portata del problema anche da parte del governo attuale”.
“Il monitoraggio avviato dal Ministro è più che mai urgente – sostiene Folena – ma non basta. Ci aspettiamo ovviamente che da parte del governo, ed in particolare del Ministero dell’Economia, vi sia ampia disponibilità su questo tema poiché la scuola è il secondo dei 12 punti del patto di legislatura del presidente Prodi”.
“Di fronte al diritto ad una scuola funzionante si devono aprire i cordoni della borsa – conclude Folena – sulla scuola non valgono le scuse: si tratta di una priorità irrinunciabile”.