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15.10.2026

Proteste a scuola a Torino: quaranta ragazzi con passamontagna fanno irruzione in una primaria, docenti e alunni in fuga

Infiamma la protesta degli studenti nelle scuole italiane, soprattutto a Torino, con lo slogan “facciamo come in Francia“. Oggi, 15 ottobre, il capoluogo piemontese è stato teatro di innumerevoli scontri in varie scuole. Sono circa venti gli istituti superiori in stato di agitazione, tra occupazioni e autogestioni, a Torino e nell’area metropolitana.

Un fatto ha suscitato scalpore: come riporta La Repubblica, quaranta ragazzi, con volto coperto da maschere di carnevale e passamontagna, hanno forzato una porta, sono entrati in una scuola elementare e hanno danneggiato gli arredi e gli attrezzi sportivi usando delle spranghe. In un’altra scuola i carabinieri hanno fermato un ragazzo col passamontagna mentre rompeva una finestra con un estintore. Ha provato a scappare ma è stato inseguito e fermato. Ha 17 anni, non frequenta la scuola e ha opposto resistenza, spintonando i militari. Per questo è stato arrestato per resistenza e denunciato per danneggiamento aggravato.

Durante il fermo, gli altri incappucciati hanno lanciato pietre verso i carabinieri e uno è stato colpito alla gamba sinistra. Trasportato in ambulanza al pronto soccorso, è stato dimesso con una prognosi di 10 giorni per un ematoma intramuscolare.

Cosa è successo

Come riporta Open, c’è stata tensione all’istituto professionale Colombatto, dove studenti favorevoli e contrari all’occupazione si sono scontrati davanti all’ingresso della sede centrale. Secondo le ricostruzioni circolate dopo i fatti, ci sarebbero stati insulti, spintoni e petardi. La polizia è intervenuta sul posto e la situazione è successivamente tornata tranquilla.

Alla succursale del Colombatto un professore e un collaboratore scolastico stamane sono rimasti feriti nel tentativo di fermare un gruppo di incappucciati, che li hanno caricati. Gli insegnanti e la preside hanno accompagnato fuori gli studenti che non volevano partecipare all’assalto mentre da fuori tentavano di entrare forzando le porte e rompendo le finestre. Lo riporta La Stampa.

“Siamo terrorizzati“, ha dichiarato una professoressa. Una volta entrati nella scuola, gli incappucciati hanno bloccato le porte dall’interno ammucchiando dei banchi davanti all’ingresso e svuotato gli estintori. “Altro che idee, questa è pura violenza”, il commento di uno dei professori.

La mobilitazione è partita il 5 ottobre con l’occupazione del liceo Regina Margherita e dell’istituto Carlo Ignazio Giulio, seguiti dal Sella Aalto Lagrange; al Gobetti è stata avviata l’autogestione. Oggi sono occupati anche il liceo Einstein e il Primo Liceo Artistico. Sono in sciopero gli studenti del Majorana e dell’Alfieri, mentre le lezioni risultano bloccate al Maxwell di Nichelino e in alcune succursali del Gioberti e del Regina Margherita. Assemblee straordinarie sono previste al D’Azeglio e al Ferraris. Il 9 ottobre oltre duecento studenti si erano riuniti davanti alla Città Metropolitana per chiedere interventi edilizi.

Le reazioni

“Quanto accaduto a Torino è gravissimo e intollerabile. Un gruppo di circa quaranta giovani ha fatto irruzione in alcuni istituti scolastici, danneggiando con spranghe ed estintori infissi, arredi e attrezzature, anche nella palestra di una scuola primaria. Durante gli interventi, inoltre, alcuni carabinieri sono stati aggrediti e uno di loro è rimasto ferito. Esprimo la mia solidarietà alle comunità scolastiche coinvolte e all’Arma, con un augurio di pronta guarigione al militare. Le proteste, che stanno interessando un numero crescente di istituti scolastici della città e che richiamano le mobilitazioni studentesche in Francia, non possono trasformarsi in devastazioni o aggressioni, nessuna rivendicazione giustifica la violenza. È necessario individuare responsabili e responsabilità, chi danneggia un bene pubblico deve risponderne. La scuola appartiene a tutti e colpirla significa compromettere il diritto degli studenti a studiare in ambienti sicuri. Su questi episodi serve una condanna ferma e unanime”, questo quanto dichiara Paola Frassinetti, sottosegretaria all’Istruzione e al Merito.

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