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29.10.2026

Proteste giovani, “studentessa 18enne trattenuta per ore senza motivo”. Interrogazione di Piccolotti (Avs) a Piantedosi

“Non è ammissibile che una ragazza venga fermata e trattenuta perché indossa una felpa nera. Pare incredibile ma è quello che è successo a Carolina Di Giacomo a Roma, la studentessa diciottenne del liceo Talete fermata sabato scorso a piazzale Flaminio mentre andava alla sua prima manifestazione”. Sono le parole di Elisabetta Piccolotti, deputata di Alleanza Verdi e Sinistra. “Era già stata identificata e aveva in tasca solo il telefono e un pacchetto di gomme. Eppure, secondo il suo racconto, è stata portata in commissariato e trattenuta fino a sera. Le hanno tolto il cellulare e per ore le hanno impedito di avvisare suo padre. Al momento del rilascio le hanno detto di non manifestare più ‘perché vi abbiamo registrato’“.

“Ho presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi“, annuncia la parlamentare, componente della Commissione Cultura alla Camera, “perché faccia chiarezza su questo inammissibile sopruso che va contro la libertà di manifestazione del pensiero sancita dalla nostra Costituzione”. Piccolotti cita anche alcuni numeri sulle azioni messe in campo dalle forze dell’ordine durante le proteste. “Il 24 ottobre in tutta Italia sono state identificate 4.292 persone e 371 sono state portate negli uffici di polizia, tra cui 110 minorenni. Solo a Roma i ragazzi accompagnati in Questura sono stati 96, ma i denunciati appena 11. Vogliamo sapere quante di queste persone siano state trattate come Carolina”.

“Infine chiedo un intervento urgente: chiunque venga trattenuto in una caserma o in un commissariato, a qualunque titolo, deve poter avvisare subito un familiare o un avvocato“, scrive ancora la deputata di Avs, che da giorni sta puntando i riflettori sulla gestione dell’ordine pubblico durante le manifestazioni che hanno infiammato diversi capoluoghi italiani nelle ultime settimane. “Se si tratta di un minore, i genitori vanno informati immediatamente. Non si può spaventare un’intera generazione che torna in piazza per far sentire la propria voce. Manifestare”, conclude Piccolotti, “è un diritto, non un reato. E una felpa nera non è un indizio. Lo Stato deve chiedere scusa a Carolina Di Giacomo“.

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