Negli spazi educativi dell’infanzia il rischio è spesso vissuto come qualcosa da eliminare, più che da comprendere. Scivolare, arrampicarsi, scegliere da soli vengono letti come potenziali problemi, anziché come passaggi fondamentali della crescita. Questo approccio, però, lascia emergere una domanda sempre più diffusa tra educatori e insegnanti: che tipo di autonomia stiamo davvero costruendo? Riflettere sul valore pedagogico del rischio significa rimettere al centro l’esperienza del bambino, riconoscendo che sicurezza e possibilità non sono opposti, ma elementi da tenere in equilibrio consapevole. VAI AL CORSO
Negli ultimi anni, nei servizi educativi e nelle scuole dell’infanzia, la parola “sicurezza” rischia di tradursi in iperprotezione. Cadere, sporcarsi, sbagliare, misurarsi con un ostacolo diventano esperienze da evitare, più che occasioni di crescita. Eppure molti docenti avvertono un disagio: bambini sempre più dipendenti dall’adulto, poco autonomi, insicuri di fronte alle difficoltà. Da qui nasce un bisogno educativo chiaro: ripensare il rapporto tra protezione e libertà, restituendo al rischio un valore pedagogico.
Il rischio, se distinto dal pericolo reale, non è una minaccia ma una competenza evolutiva. Affrontare situazioni sfidanti consente ai bambini di sviluppare autonomia, capacità di scelta e pensiero critico. Un’educazione che riconosce il rischio come parte del processo di crescita aiuta i più piccoli a conoscere i propri limiti, a superarli gradualmente e a costruire fiducia in sé e negli altri, anziché alimentare paura e dipendenza.
In questo scenario, il ruolo educativo dell’adulto cambia profondamente. Non più controllore rigido, ma presenza rassicurante e guida consapevole. Osservare, leggere i segnali di sicurezza e di disagio, intervenire solo quando necessario richiede competenze specifiche. L’equilibrio tra protezione e libertà d’azione diventa una regia educativa delicata, che sostiene l’esplorazione senza bloccarla e favorisce una gestione più consapevole delle emozioni e delle difficoltà.
Progettare ambienti sicuri ma sfidanti, anche attraverso esperienze outdoor e contesti naturali, significa offrire ai bambini vere “palestre di autonomia”. Allo stesso tempo, diventa centrale la comunicazione con le famiglie: spiegare il valore educativo del rischio, condividere scelte e criteri, costruire una cultura comune che non riduca l’educazione alla sola prevenzione del pericolo. Un bisogno sempre più sentito da educatori e insegnanti è proprio quello di avere strumenti chiari per affrontare questi temi complessi, dentro e fuori la scuola.
Su questi argomenti il corso Educare i bambini al rischio: crescere tra sicurezza e possibilità, in programma dal 6 febbraio, a cura di Claudia Ottella.
Nel webinar si partirà da tale approccio metodologico per proporre suggerimenti e spunti di lavoro per la realizzazione, sia nella scuola secondaria di I grado che nella secondaria di II grado, di originali percorsi didattici tra letteratura e cinema, con esempi concreti di attività da svolgere in classe.
Corsi di formazione docenti, ecco il catalogo dei corsi della Tecnica della Scuola, ente di formazione accreditato dal ministero dell’Istruzione e del Merito:
Gestire la scuola mese per mese (e-learning)
L’attenzione e la concentrazione degli studenti a scuola e nello studio
Ciak, si legge! Percorsi didattici tra letteratura e cinema
Dalle disabilità intellettive agli alunni iperdotati
Grammatica valenziale: teoria, metodologia e progettazione didattica
Matematica per la scuola primaria
Adhd: strategie di intervento in classe
Gestione della negatività in classe
Metodologie e tecniche innovative nella gestione della classe